L'autunno caldo dei precari tra concorsi (annullati) e incontri mancati

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Da quelli della Provincia (66 in tutto) a quelli della Regione: si preannuncia autunno caldo per chi non vedrà rinnovarsi il contratto.

 

In Provincia nonostante rassicurazioni su incontri e verifiche per valutare la possibilità di salvare il salvabile è ancora tutto fermo. Nonostante l'impegno assunto davanti ai capigruppo del Consiglio, ai sindacati, ai precari e alla stampa, di riunire il tavolo di trattativa entro martedì scorso, la segreteria Cdlt e quella Fp Cgil assicurano: «l'amministrazione si è sottratta al confronto».

La Provincia, infatti, denunciano i sindacati, non avrebbe convocato nessuna delle parti interessate per comunicare le proprie intenzioni in merito alla questione della ormai nota vicenda della stabilizzazione. Per i sindacati «saltare una piccola scadenza come quella della annunciata convocazione ha il suo peso, soprattutto quando 13 giorni dopo la data fissata per la convocazione salteranno 66 posti di lavoro». L'incontro era molto atteso visto che all'ultima riunione sono state date poche risposte.

«Un risultato la Provincia l'ha ottenuto», dicono le organizzazioni sindacali, «visto che alimentando una piccola speranza si è assicurata di placare per una settimana i lavoratori interessati che, confidando sugli impegni presi alla loro presenza, hanno pensato bene di interrompere le fastidiose iniziative di piazza preferendo la via della trattativa».

Ma si annunciano già altre iniziative di piazza e ricorsi al Tar e al giudice del lavoro: «l'ente», insistono le organizzazioni sindacali, «è consapevole della necessità delle professionalità che verranno perse mancando quest'opportunità (per non dire non onorando un accordo, fonte di diritti). È sufficiente dare un'occhiata al sito della Provincia per rendersi conto che è già stato pubblicato un bando per il reperimento delle figure professionali oggi presenti proprio tra i precari. Inoltre, il maldestro tentativo messo in piedi in fretta e furia di imbastire una società a capitale pubblico nella quale far transitare i precari testimonia inequivocabilmente la necessità di questi lavoratori; peccato che la soluzione proposta non abbia altro  scopo  di tappare i buchi nella gestione dei servizi cancellando o rimandando al futuro (e forse a qualcun altro) la patata bollente della stabilizzazione».

Ma in fermento in queste settimane ci sono anche i precari della Regione esclusi dai bandi di concorso a tempo determinato (per il momento sospesi).

I lavoratori chiedono che quei concorsi vengano definitivamente annullati in quanto, a detta dei loro legali, gli atti risultano «viziati» per eccesso di potere perchè «perseguono non tanto la finalità di sostituire personale dipendente di ruolo (come indicato nella delibera che dà loro vita) quanto piuttosto quella di sopperire a carenze di organico strutturali che si verranno ad aggravare con l’ormai prossima scadenza dei contratti co.co.co».

In più, non si spiegano come mai la Regione sia rimasta in attesa di un pronunciamento del Ministero della Funzione Pubblica relativamente ad una questione, quella della stabilizzazione del personale precario, che la Regione stessa potrebbe risolvere in maniera autonoma, «senza vincoli di sorta, soprattutto avendo a disposizione il parere autorevole del professor Cerulli Irelli, parere espressamente richiesto, ottenuto e ritenuto fondamentale dal Presidente Chiodi».

Resta il fatto che i contratti di molti dei precari volgono alla scadenza e si torna a chiedere all’assessore Carpineta «una ferma presa di posizione oltreché chiarezza sul loro futuro e sollecitano una condivisione di intenti tra i soggetti sindacali e quelli politici per individuare insieme una strada percorribile che miri alla soluzione del problema di coloro che nell’ente già ci lavorano da parecchi anni, garantendo l’efficienza e la continuità dei servizi essenziali al suo corretto funzionamento».

 

16/09/2010 10.09