LA PA CHE NON FUNZIONA

Rifiuti, adempimenti disattesi: la Regione commissaria impianto di Castel di Sangro

Finanziamento di 1,5 mln di euro alla Comunità montana Alto Sangro perché si mettesse in regola

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Rifiuti, adempimenti disattesi: la Regione commissaria impianto di Castel di Sangro
ABRUZZO. L’Abruzzo dei commissariamenti. Stavolta sotto la scure del commissario ad acta finisce l’impianto di trattamento rifiuti in località Bocche di Forlì nel Comune di Castel Di Sangro. La comunità montana Alto Sangro e Altopiano Cinquemiglia titolare dell’impianto di trattamento rifiuti non ha rispettato le prescrizioni previste dall’Aia in materia di gestione beccandosi prima una diffida e poi il commissariamento.

Lo ha deciso una delibera di giunta regionale (non è l'unica che prevede questo tipo di soluzione) numero 474 del 23 luglio scorso ad oggetto “lavori di adeguamento ed ottimizzazione polo impiantistico smaltimento e rifiuti”.
Con questo documento la Regione ha deciso di nominare un commissario ad acta che verifichi lo stato attuale dell’impianto, attui tutti gli interventi previsti e necessari per l’adeguamento della struttura anche attingendo alle risorse messe a disposizione della Regione Abruzzo.
Le cose sono andate così: con l’autorizzazione Aia del primo aprile 2008 l’autorità competente ha autorizzato la Comunità montana ad utilizzare il complesso impiantistico in località Bocche di Forlì formato da un impianto di trattamento meccanico biologico ed una discarica di rifiuti non pericolosi di servizio all’impianto. Come gestore dell’impianto è stato scelto l’Alto Sangro Ambiente srl.
La Regione Abruzzo ha poi affidato alla comunità la somma di 1,5 mln di euro per l’adeguamento dell’impianto di trattamento alle prescrizioni dell’Aia. Adeguamento che non è mai stato realizzato.

Il Servizio Gestione Rifiuti della Regione ha diffidato la Comunità montana alla luce delle inadempienze. L’Arta il 9 agosto 2010 ha comunicato che la comunità non ha provveduto ad effettuare gli autocontrolli di punti di emissione E1,E2, E3, ha riscontrato che nell’anno 2010 sono stati smaltiti in discarica rifiuti non previsti nel provvedimento di autorizzazione vigente, che dopo il primo gennaio 2010 sono stati conferiti in discarica rifiuti in difformità a quanto previsto dal provvedimento di autorizzazione che ne prevedeva il conferimento fino al 31 dicembre 2009.
Il gestore, sempre secondo l’Arta, non ha provveduto entro il 31 agosto 2009 alla chiusura definitiva o provvisoria delle sezioni dell’impianto di smaltimento già esaurite, non ha trasmesso entro 30 giorni dal rilascio dell’Aia un progetto in cui vengono individuati ulteriori piani di campionamento per uno studio di verifica di biogas e non ha effettuato analisi con cadenza semestrale.
Visto che il polo impiantistico di cui è titolare la comunità montana Alto Sangro, precisa la Regione, «riveste una valenza pubblica strategica nel territorio sulla gestione dei rifiuti non solo per il comprensorio dei Comuni dell’Alto Sangro ma anche per numerosi comuni della regione Abruzzo e che ci sono gravi inadempienze di carattere tecnico amministrativo e gestionali sia in capo alla comunità montana sia in capo al gestore società Alto Sangro, è necessario che vengano adottati i poteri sostitutivi».
L’Ente ha precisato che il commissario potrà attingere a quei fondi (1,5 mln stanziati dalla Regione alla Comunità) per l’espletamento delle sue funzioni e dovrà produrre una relazione sullo stato dei lavori con cadenza trimestrale.

m.b.