LA PROPOSTA

Rifondazione comunista sostiene la proposta di legge sul reddito minimo garantito

Stamattina conferenza stampa del segretario regionale Marco Fars e Maurizio Acerbo

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Rifondazione comunista sostiene la proposta di legge sul reddito minimo garantito
ABRUZZO. Il partito della Rifondazione comunista Abruzzo sostiene la proposta di legge sul reddito minimo garantito nel nostro Paese. La misura offrirebbe agli italiani disoccupati un contributo economico mensile di 600 euro per un totale di 7.200 euro all’anno. Anche l’Abruzzo si accoda alla campagna promossa da numerose associazioni, movimenti, realtà sociali, comitati a livello nazionale. E già pensa ad una campagna tutta sua con banchetti e iniziative e comitati unitari a sostegno della proposta di legge che coinvolga associazioni, movimenti e partiti come Sel che sostiene la proposta.

La misura romperebbe quel meccanismo clientelare che tiene uniti potenti e lavoratori asserviti, costretti al lavoro nero, schiavi nella “scelta”.
In Germania esiste dal 1961 questa forma di tutela così come nella maggior parte dei Paesi dell’Ue fatta eccezione di Italia e Spagna.
In Italia i cittadini che non hanno un lavoro vengono abbandonati, condannati all'esclusione e alla marginalità, costretti ad accettare lavori in nero sottopagati o ad alimentare le reti dello scambio clientelare.
Urgono, secondo Rifondazione Comunista, misure urgenti. Lo dice l’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Lo dice la Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948 che riconosce ad ogni individuo il diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà. Lo dicono le statistiche che ogni giorno raccontano di un paese sull’orlo del disastro sociale ed occupazionale.
E’ una misura, questa, non più rinviabile. Parola del Prc