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Lettera del direttore regionale: leggerezza privata e conseguenze pubbliche

Sindacati sul piede di guerra. Costanzi minaccia querela contro chi ha diffuso la missiva

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Lettera del direttore regionale: leggerezza privata e conseguenze pubbliche
ABRUZZO. Una denuncia per diffusione di posta privata sarebbe stata presentata dal direttore Paolo Costanzi contro la “gola profonda” che ha diffuso la sua lettera con le offese agli impiegati.

Scrivendo a suoi nove colleghi dirigenti e capi servizio, Costanzi - che guida la direzione amministrativa del Consiglio regionale d’Abruzzo - definisce alcuni suoi dipendenti «troppo vecchi e assunti senza concorso», dopo averli etichettati come «iene, squali e molluschi».
Una reazione forse spropositata che aprirà la via ad una decisione che ora appare importante ma che non favorisce il clima di collaborazione  all’interno del consiglio regionale. Intanto ieri Costanzi non era al lavoro «irreperibile fino a lunedì».
 Una goliardata o qualche battuta infelice  può capitare a tutti, ma per chiudere la storia forse era meglio scusarsi che insistere. Infatti la querela – se c’è – allunga i tempi, allontana le soluzioni e sembra soprattutto un gesto disperato per capovolgere la realtà: chi ha sollevato il putiferio per i suoi giudizi negativi sul personale è il direttore, non chi potrebbe aver diffuso la lettera. Che peraltro tutto sembra, eccetto che privata. Infatti il suo oggetto è: «comunicazione di appalti e lavori». Comunque l’ufficio di presidenza del Consiglio e la commissione di vigilanza hanno convocato per la prossima settimana un incontro di chiarimento per raffreddare le tensioni. La querela invece produrrà indagini e così c’è il rischio di fornire conferme ai tanti sussurri sui retroscena della vicenda.

«Forse è stato il caldo afoso che ha creato qualche problema al dottor Costanzi – spiega Vincenzo Traniello, Cisl Fp regionale – se risultassero vere certe affermazioni lesive dei dipendenti invitiamo il direttore a porgere pubblicamente le sue scuse a tutto il personale».
Altrimenti – continua il comunicato della Cisl Fp – «saremo costretti a chiedere l’applicazione delle norme disciplinari e la convocazione dell’Ufficio di presidenza al quale chiederemo una posizione forte ed esemplare in difesa della dignità dei dipendenti».
 La Cgil difende i dipendenti più anziani e insiste per affrontare un problema generale: «non vorrei che queste offese gratuite nascondessero un tentativo di creare un piccolo club di personale interno che si alimenta con le procedure di mobilità che contestiamo – spiega Carmine Ranieri, Cgil Fp regionale – già a giugno e poi il 3 luglio abbiamo chiesto un incontro con l’Ufficio di presidenza, senza ottenerlo. Chiederemo la razionalizzazione delle strutture dirigenziali ed il blocco delle mobilità esterne». La Uil invece tace.
Stiamo ai fatti: c’è una lettera del direttore che comunica appalti e lavori, ma che l’autore definisce “privata.” La lettera – un elenco di realizzazioni - contiene commenti non da galateo sugli impiegati anziani e assunti senza concorso. La vicenda approda all’ufficio di presidenza (Nazario Pagano, Giorgio De Matteis e Giovanni D’Amico) e nella Commissione di vigilanza (Gino Milano), arriva alle orecchie dei sindacati e se ne parla negli uffici del consiglio. Poi – forse - questa improvvisa accelerazione giudiziaria.

Il lungo curriculum del direttore Costanzi spiega che anche lui è arrivato alla Regione Abruzzo per mobilità e senza concorso: prima dipendente del Comune dell’Aquila (qualcuno lo ricorda anche alla locale Università), poi vincitore di concorso per dirigente a Siena, da cui - dopo poco – è stato chiamato per mobilità alla Regione, dove è stato responsabile del Bilancio ai tempi dell’assessore Giovanni D’Amico. Dopo un breve periodo fuori dai ruoli regionali per dissidi con Del Turco, Costanzi ha tentato di rientrare ai tempi della presidenza di Marino Roselli: la risposta fu no, perché in servizio c’era già un altro direttore “esterno” e per legge al Consiglio non ce ne possono essere due. Poi rientrato al Consiglio regionale, Costanzi oggi ha buoni rapporti con i politici, ma non con tutti i suoi impiegati. Qualcuno adesso cerca di spiegare il suo attivismo di questo periodo (come si legge nella lettera incriminata) con una sua aspirazione non tanto segreta, che di per sé è legittima, ma anche di incerta attuazione: trasformare le due direzioni (legislativa ed amministrativa) oggi esistenti al Consiglio regionale in una sola direzione attribuita proprio a lui. Solo voci di corridoio, alimentate dal clima di divisione tra i suoi fedelissimi e gli altri? La spaccatura interna all’ufficio la conferma infatti il direttore stesso, quando ai destinatari della lettera spiega la sua teoria del rugby come sport formativo per fare squadra «con quei funzionari ottimi, pervenuti con la mobilità». Ancora mobilità? Prima Costanzi critica gli impiegati assunti senza concorso. Poi esalta quelli che sono arrivati per mobilità e quindi senza concorso. Insomma la direzione amministrativa del Consiglio regionale d’Abruzzo sembra un riserva di caccia, dove decide e governa la squadra di Costanzi: prima linea, terza linea, mediana. Vince la squadra di rugby che possiede un’ottima tre quarti. Chissà se il presidente Pagano è d’accordo.
Sebastiano Calella