IL FATTO

«Iene» e «squali» in Consiglio regionale: bufera per la lettera del direttore

Convocati l’ufficio di presidenza e la commissione di vigilanza

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«Iene» e «squali» in Consiglio regionale: bufera per la lettera del direttore
ABRUZZO. Quando si è sparsa la voce subito si è propalata la solita versione: è una lettera coperta dalla privacy, è privata dunque… non si può pubblicare.

La lettera però parla di problemi legati all’ente pubblico (consiglio regionale), dei dipendenti,  è spedita a nove dirigenti del settore per comunicare informazioni legate all’andamento degli uffici. Ed è ormai di dominio pubblico e circola tra i dipendenti. Insomma è diventato un vero caso.
La lettera che ha fatto infuriare i dipendenti però contiene alcuni “complimenti” rivolti agli impiegati del tipo: «iena», «squali» e «polipi elefanti».
 Il diretto interessato, cioè l’autore della missiva, è Paolo Costanzi, direzione attività amministrativa della Regione, che fa capo alla presidenza del Consiglio. Il direttore manco a dirlo minaccia querela o magari l’ha già inoltrata contro chi ha reso pubblico il suo testo che definisce «privato», ma che tanto privato non è visto che è su carta intestata del suo ufficio e riporta un bilancio dell’attività amministrativa della sua direzione.
In realtà sembra privato solo il tono amichevole, quasi post-conviviale, di tipo euforico dopo una cena con amici e collaboratori e con qualche caduta di stile auto celebrativa. I dipendenti non hanno gradito e si sono rivolti ai sindacati, i quali hanno chiesto la convocazione dell’ufficio di presidenza, composto da Nazario Pagano, Giovanni D’Amico e Giorgio De Matteis. L’ufficio è stato convocato e si è discusso a fondo, ma prima di fissare l’incontro con i sindacati, vista la minaccia di querela sull’argomento, presidente e vice presidenti hanno preferito rinviare per acquisire eventualmente questo documento. Ma il malcontento tra il personale sale ed in verità questa vicenda potrebbe essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso, visto che non sono proprio idilliaci i rapporti con i vertici all’interno di questa direzione. Allora si è riunita anche la Commissione di Vigilanza, presieduta da Gino Milano, e si è deciso di affrontare insieme la questione, tra l’ufficio di presidenza ed appunto i consiglieri della Vigilanza. 


Ma da fine giugno la pressione ed il malcontento dei dipendenti aumenta di giorno in giorno da quando cioè il testo è stato spedito dal tablet del direttore Costanzi ai colleghi Vincenzo Mazzotta, Marco Polidoro, Pietro Farinosi, Lucio Scipioni, Tiziana Grassi, Michela Leacche, Anna Cicchetti e Carlo Giovani.
E ci sono due scuole di pensiero: lasciar correre, magari dopo le scuse del direttore che potrebbe riconoscere di aver sbagliato per eccesso di autocelebrazione dei risultai raggiunti, oppure andare al confronto e magari allo scontro nell’ufficio di presidenza. Infatti non sembra una grande prova di prudenza di un direttore comunicare l’appalto dei lavori (c’è anche un allegato specifico) mescolando soddisfazione (sistemazione e messa a norma degli uffici della direzione, adeguamento dei sistemi informatici, digitalizzazione della firma) e sarcasmo sul completamento del rinnovo del personale, «con lo svecchiamento di 400-500 anni di impiegati assunti senza concorso» (come quasi tutti alla Regione, compresi molti dirigenti). In realtà nella lettera ci sono anche altre notizie interessanti, come il nuovo appalto per la trascrizione delle sedute del Consiglio vinto da una società che già lavora con il Senato della Repubblica e l’avvio entro luglio dei nuovi contratti di copertura assicurativa a mezzo broker.


 Un argomento quest’ultimo che ha attirato l’interesse della Commissione di vigilanza, perplessa sulla presenza di un broker e orientata a chiedere spiegazioni. Insomma tanta carne al fuoco per il presidente Pagano ed i suoi colleghi chiamati a far decantare l’ira dei dipendenti e dei sindacati. Quello che però non si capisce nella lettera di Costanzi è l’appello ai suoi di «fare squadra» come nel rugby: ma gli impiegati non sono la squadra del direttore? Allora forse si è trattato di un momento di distrazione e di ilarità, testimoniato dai vari «ah ahahah» presenti nel testo e da una considerazione finale un pò hard: «mi sono accorto che questa lettera ha il tono del commiato, mi sto toccando i miei gioielli più intimi….ahahaha».


Sebastiano Calella