CRISI E POVERTA'

Il dramma della casa. In Abruzzo metà del reddito se ne va per pagare l’affitto

Abolizione del fondo sociale, carenza di alloggi popolari potrebbero innescare una crisi

Redazione Pdn

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Il dramma della casa. In Abruzzo metà del reddito se ne va per pagare l’affitto
PESCARA. A.C. è una vedova di 82 anni, vive a Pescara. Spesso bussa alla porta di Adiconsum per domandare del fondo sociale affitti 2012. Ieri un’insolita richiesta: «per favore, fatemi lavorare qualsiasi cosa pur di sbarcare il lunario, perchè mio figlio di 48 anni vive con me, ha perso il lavoro a marzo, non riesco pagare l’ affitto dove andremo se ci sfrattano? ».

Un fondo sociale affitti risicato, famiglie che non riescono a pagare il canone di locazione, proprietari sempre più intransigenti, sfratti per morosità, pochi alloggi pubblici, troppo pochi per soddisfare le richieste di tutti.
E’ la scena che si ripete da tempo. Il dramma che si consuma nelle pareti domestiche prese in affitto. Adiconsum Pescara parla di dati allarmanti che potrebbero peggiorare. Il 60-70% delle pensioni pescaresi sono votate interamnete al canone di locazione, così come gli stipendi delle famiglie monoreddito. Il Fondo sociale affitti quest’anno prevede una somma di 189.000 euro a fronte dei 2 mln di euro del 2010. In Abruzzo sono stati eseguiti 625 sfratto e sono a disposizione 25 case per 445 famiglie in lista d’attesa.

LA CATEGORIA DEI SOFFERENTI
Adiconsum li presenta così: sono la categoria dei sofferenti. Anziani, famiglie monoreddito, persone disoccupate. La sofferenza sta nel fatto che l’affitto preme sul reddito rendendo la vita quotidiana un sacrificio.
La categoria conta sempre più “iscritti”, relitti della crisi. Chiedono aiuto e finchè c’era il fondo sociale sapevano a cosa appigliarsi. Ora non più.

FONDO SOCIALE PERDUTO
Il fondo sociale affitti nato con la legge 431/98 è stato pensato proprio per i meno abbienti. In pratica grazie a questo fondo le famiglie in difficoltà ricevono un contributo per pagare l’affitto. La somma varia da un euro a 3.100 euro a famiglia all’anno a seconda del reddito lordo e del canone annuo pagato al proprietario.
Con la manovra finanziaria 2011 del governo Berlusconi il fondo è stato quasi azzerato. L’Abruzzo per l’anno 2011 ha percepito un contributo di 187.964 euro contro i 2 mln e 578 mila del 2010, una sfoltita del 93%. E non è stato fatto alcun bando per assegnare questa somma. Ad ogni famiglia (circa 8.000 hanno fatto richiesta nei 150 comuni abruzzesi) andrebbe 10 euro a testa.
A gennaio di quest’anno il Comune di Pescara ha liquidato gli ultimi fondi del fondo sociale del 2010. Una somma di 450.000 euro per 690 famiglie su 800 che hanno presentato domanda. 1300 euro annuo il contributo a quelli con reddito più basso tre mesi. Dei beneficiari il 63,55% è sotto il limite dell’importo di due pensioni minime (circa 460 euro mensili), il 7,51 % è senza reddito, il 9,7% ha un reddito fino a 5000 euro, l’82,7% oltre i 5000 euro. L’incidenza del canone sul reddito è di oltre 49, 20 % il che significa che per pagare l’affitto se ne va metà del reddito ed i pensionati usano il 60-70% delle pensioni per far fronte all’affitto. Le famiglie con disabili a carico che hanno fatto domanda sono il 26%, quelle con ultra sessantacinquenni sono il 47,4%.

ALLOGGI POPOLARI IPER RICHIESTI
Aumentano le famiglie che non riescono a pagare gli affitti, aumentano le richieste di alloggi popolari anche questi finiti sotto la scure dell’Imu. A Pescara l’ Ater dovrà pagare al Comune circa mezzo milione di euro.
Sono 455 le famiglie pescaresi in lista d’attesa in base ad una graduatoria approvata 20 giorni. Solo 25 gli alloggi contesi e da ristrutturare.

GLI SFRATTI
Lo sbocco naturale di questa situazione diventa lo sfratto. I provvedimenti di sfratto emessi tra gennaio e dicembre 2011 in Abruzzo sono stati in totale 625, il -2,80 % rispetto allo stesso periodo nel 2010 secondo i dati del Ministero dell’Interno. 32 provvedimenti per morosità sono stati registrati solo a Chieti, 23 nel resto della provincia. A L’Aquila sono stati 14, nel resto della provincia 96. A Pescara 128 in città, 155 in tutta la provincia. A Teramo 67 e 41 in provincia.
Se la passano decisamente peggio altre regioni: in Piemonte sempre per morosità sono stati eseguiti 6.208 sfratti, in Lombardia 12.922, in Veneto 4.280, in Liguria 2.379, in Emilia Romagna 6.534, in Toscana 5.402, nel Lazio 7.625, in Campania 5.690, in Puglia 2.683, in Sicilia 3.655.
Marirosa Barbieri