FONDI BLOCCATI

Emergenza neve. Nessun ristoro: sindaci pronti a mobilitarsi

Antonio Centi: «tagli anche sul diritto allo studio»

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Emergenza neve. Nessun ristoro: sindaci pronti a mobilitarsi
ABRUZZO. Benvenuti nella spending review. L’Abruzzo si è svegliato con il mal di testa all’indomani dell’approvazione dei tagli alla spesa pubblica stabilita dal Governo Monti. E prima ancora che gli effetti della neonata spending review manifestino la loro potenza, bisognerà intervenire.

 Acqua alla gola per molti degli Enti locali abruzzesi alle prese con patti di stabilità da osservare, bilanci sempre più magri e contributi statali che languono.
Lo sa bene l’assessore regionale Gianfranco Giuliante che torna sul tema dei mancati rimborsi dal Governo agli Enti locali (Province e Comuni) che per far fronte alle terribili nevicate dello scorso febbraio hanno fatto ricorso a fondi propri. Questi Enti, oggi, devono far fronte al pagamento delle ditte per le prestazioni rese dal personale e dai relativi mezzi sgombraneve, e a debiti per l’acquisto del materiale come il sale.
Sono numerosi i Comuni esposti per milioni di euro molti dei quali rischiano il dissesto finanziario per essersi fidati delle promesse del Governo relativamente ai rimborsi per l’emergenza neve. Solo le Province abruzzesi hanno speso oltre 3,5 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza neve.
Se i fondi non arriveranno i Comuni si vedranno costretti a mobilitarsi. E’ il messaggio chiaro e diretto. Gli amministratori locali chiedono una complessiva mobilitazione del territorio ed il coinvolgimento dei parlamentari abruzzesi affinchè presentino prima della pausa estiva un provvedimento capace di risolvere il problema e di superare una volta per tutte lo stallo.

«Il grande lavoro svolto non può essere vanificato da calcoli ragionieristici», ha ricordato Giuliante, «nè l’incolumità e l’assistenza alla popolazione deve essere sacrificata sull’altare della spending review e dell’austerità. Soprattutto se ciò dovesse comportare danni incalcolabili agli Enti locali che, vogliamo ricordarlo, rappresentano l’ultimo presidio territoriale a difesa dei cittadini.
Le mancate risposte del Governo impongono la massima mobilitazione per ottenere le risorse necessarie che, lo ricordiamo, sono state utilizzate per garantire l’incolumità dei cittadini in una situazione che non ha eguali negli ultimi cinquant’anni».
E a questa situazione si sommano i tagli per il diritto allo studio stabiliti dalla Regione Abruzzo che, dice il presidente di Anci Abruzzo Antonio Centi, «ha comunicato la cessazione dell’assegnazione dei fondi per le borse di studio finalizzate al sostegno per la spesa dell’istruzione scolastica. L’interruzione dei sostegni per il diritto allo studio produrranno disastri alle famiglie che hanno creduto, come negli scorsi anni, di poter avere il diritto ai rimborsi e che ora, a fine anno scolastico non riusciranno a quadrare i propri conti per questo vuoto improvviso da parte dello Stato».