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Spending review, in Abruzzo spariranno 4 «tribunalini»

Tribunali Vasto e Lanciano accorpati a Chieti, Avezzano e Sulmona a L'Aquila

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  Spending review, in Abruzzo spariranno 4 «tribunalini»
ABRUZZO. La spendig review tanto cara al premier Monti e al suo governo tecnico prevede anche tagli e accorpamenti di quasi 300 uffici giudiziari in tutta Italia.

Quattro 'tribunalini', come li chiama il ministro della Giustizia Paola Severino, soppressi in Abruzzo, che dovrebbe rinunciare a quelli di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto. Stamattina è arrivato il sì del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto attuativo della legge delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie.
L'obiettivo di questa operazione è l'efficienza, spiega il governo Monti. E il risparmio previsto, dal 2012 al 2014, è di 50 milioni di euro per tutta la penisola.
Nessuna contrazione degli organici, né per i magistrati, né per il personale amministrativo, che sarebbe tutto utilizzato dagli uffici accorpati. Il processo sarà comunque graduale: nessuna chiusura immediata, per dare il tempo necessario agli uffici giudiziari per organizzarsi. Contestano i tagli dei tribunali gli avvocati e i sindacati del personale amministrativo. I legali hanno attuato ieri uno sciopero contro «l'incostituzionale e inutile chiusura di circa 1000 uffici giudiziari» (una cifra a cui arrivano sommando le sedi dei giudici di pace soppresse). Mentre oggi a protestare sarà il personale amministrativo, per iniziativa dei sindacati confederali del comparto, con presidi davanti alle Corti d'appello e davanti al ministero della Giustizia.

«CLAMOROSI CASI DI INEFFICIENZA»

Con questo provvedimento «potremo risparmiare circa mille edifici con i loro costi e la loro manutenzione. A quel punto non si potrà negare il risparmio che ne deriva e che si ha non a discapito dell'efficienza della giustizia», ha detto questa mattina Severino. «Questo provvedimento aveva ed ha come primo obiettivo quello di rendere efficiente la giustizia italiana anche attraverso una redistribuzione geografica».

Ci sono «casi clamorosi di inefficienza», ha detto ancora il ministro, «che dimostrano la necessità della riforma delle circoscrizioni giudiziarie approvata oggi dal Consiglio dei ministri. Le sedi distaccate - ha spiegato Severino - sono state create per esigenze temporanee ed emergenziali e poi, come accade spesso in Italia, l'emergenza diventa ordinarietà, ma queste sedi possono essere accorpate, secondo il principio di efficienza. Un tribunale troppo piccolo produce infatti sotto la media di efficienza ed è carente di specializzazione».
Il ministro ha quindi citato, senza farne il nome, «esempi clamorosi di inefficienza», come una sede con 5 unità di personale amministrativo« impegnate nel corso di un intero anno ad occuparsi di poco più di un centinaio di procedimenti, usando strutture che costano al cittadino 50 mila euro l'anno». Inoltre, ha aggiunto, «alcuni uffici dei giudici di pace trattano solo poche decine di casi l'anno utilizzando fino a sei unità di personale con spese di decine di migliaia di euro all'anno».

LE PROTESTE

«A nulla sono valsi i tentativi di indurre i responsabili di Via Arenula a valutare criticamente l’effettivo risparmio che tali soppressioni dovrebbero comportare», protesta il delegato Cisl-Fp
del tribunale di Lanciano Claudio Castellano, «ma soprattutto nel caso di specie, e cioè la chiusura del Tribunale di Lanciano (e relativa  Procura della Repubblica) con il presumibile conseguente accorpamento al Tribunale di Chieti, le cose non stanno proprio così come dichiarato».

Infatti, conti alla mano, Chieti dovrà affrontare, in una prospettiva di medio termine, spese considerevoli onde consentire, quale Ufficio accorpante, di “ricevere” anche i Tribunali di Lanciano e Vasto. Risparmio? No, anzi costi maggiori, assicura Castellano. Sembra siano stati stanziati ben sette milioni di euro per tali adeguamenti: «di economico non c’è proprio nulla, anzi ciò che si perpetra è un vero e proprio scempio atteso che, come più volte è emerso negli ultimi mesi, dette realtà medio – piccole assolvono egregiamente le funzioni e gli scopi istituzionali cui sono preposte».

Ora si scopre che è di ben cinque anni il lasso di tempo concesso agli Uffici accorpanti onde consentire l’adeguamento che non avverrà, come evidenziato, a costo zero. «Se si considerano poi», continua il delegato Cisl, «le esigenze sempre più pregnanti di tutti gli “addetti ai lavori”, ed in particolare per tutti i dipendenti delle Cancellerie e segreterie giudiziarie (famiglie comprese), che vedranno così ulteriormente decurtati i loro già minimi stipendi (bloccati già dal 2009 e fino al 2014) per le maggiori spese che dovranno sostenere onde raggiungere la nuova sede, la “manovra” risulta del tutto incomprensibile ed ingiustificata».