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Agenzia unica consorzi. Uil: «costo iniziale 480.000 euro, rischio carrozzone»

Il sindacato ha presentato ricorso al Tar

Redazione Pdn

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Alfredo Castiglione

Alfredo Castiglione

ABRUZZO. «Abbiamo dovuto ricorrere al Tar per far sentire il nostro dissenso».

Così Roberto Campo di Uil Abruzzo sull’istituzione dell’Arap (azienda regionale per le aree produttive) che nascerà sulle ceneri dei consorzi industriali. Il nuovo ente, previsto nella legge di riordino delle funzioni in materia di aree produttive, verrà fuori dalla fusione dei consorzi per lo sviluppo industriale e svolgerà le attività finalizzate a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle aree produttive. Tra i dubbi si affacciano i costi. Quella che sarebbe tata un’operazione a costo zero, secondo Uil, «si preannuncia una mossa da 480.000 euro».
Non c’è stato confronto con il sindacato. E’ la prima accusa mossa contro l’Ente Regione. Lo scorso marzo, l’assessore Alfredo Castiglione ha convocato un incontro con le parti sociali sui consorzi industriali, che successivamente ha revocato,s enza più riconvocare. E la Uil non ha avuto la possibilità di spiegarsi.
L’unica strada rimasta era quella legale. Il sindacato ha fatto ricorso al Tar Abruzzo contro la riforma dei consorzi industriali che prevede appunto l’costituzione dell’Arap ottenendo in risposta dalla Regione la modifica di alcuni punti della norma.
In particolare sono stati temporaneamente confermati i piani regolatori territoriali dei consorzi; si è previsto che le aree ecologicamente attrezzate siano prevalentemente nelle attuali aree dei consorzi; si è prevista la preventiva informazione e consultazione sindacale per le funzioni del personale dipendente degli ex consorzi che passeranno alla nuova agenzia che prenderà il posto dei consorzi industriali. «Il presidente della IV commissione, Nicola Argirò», dice il sindacato, «ha recentemente dichiarato che la riforma dei consorzi industriali vede anche il consenso di tutti i sindacati. Spiace smentirlo, anche perché ha tutte le informazioni per sapere che non è così: la Uil Abruzzo non è affatto d’accordo».

La legge rimane sbagliata. E’ la contestazione di fondo del sindacato, convinto, che invece di riformare i consorzi la Regione abbia preferito distruggerli. Per la Uil non c’era alcun bisogno di soppiantare i consorzi per realizzare le aree ecologicamente attrezzate, visto che altrove sono proprio i consorzi industriali a detenere il know-how di questi servizi di nuova generazione.
«La filosofia dell’operazione è profondamente rinunciataria», sospetta il sindacato, «rispetto al futuro industriale dell’Abruzzo ed alla possibilità stessa dell’attrazione di nuovi investimenti. In controtendenza con la nuova consapevolezza del ruolo del manifatturiero che la crisi sta facendo emergere un po’ovunque».
Costi riordino. Altra critica sollevata da Uil riguarda appunto il costo della spesa iniziale del riordino, «in precedenza presentato come a costo zero, in realtà di almeno 480.000 euro». E poi quella previsione azzardata: «l’Arap sarà un carrozzone», pensa Uil.