IL FATTO

Unione inquilini chiede sospensione sfratti dal primo luglio al 30 settembre

L’associazione ha scritto al Prefetto ed al sindaco di Pescara

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Unione inquilini chiede sospensione sfratti dal primo luglio al 30 settembre
PESCARA. Dal primo luglio al 30 settembre lasciateci in pace.

Suona più o meno così il messaggio dell’Unione degli Inquilini di Pescara al Prefetto ed al sindaco. L’associazione ha chiesto che per il periodo in questione vengano sospese le istanze di sfratto, proprio come ha deciso il Comune di Firenze.
E convincere tutti sarà missione impossibile visto che le voci pro-sfratto già si fanno sentire.
Gli inquilini hanno chiesto, in particolare, la convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza ed un gruppo di lavoro che verifichi come affrontare gli sfratti.
I dati di certo non fanno stare tranquilli. Solo nel 2011 secondo le stime rese note dalll’associazione, le nuove sentenze di sfratto emesse a Pescara e provincia sono state 310, di queste ben 283 sono state sentenze per morosità, così suddivise: 128 a Pescara e 155 nel resto della provincia. Le richieste di esecuzione con l’intervento della forza pubblica (ufficiali giudiziari), sono state, sempre per Pescara e provincia, 1245 e di queste ne sono state eseguite 419. Situazione che potrebbe aggravarsi visto l’azzeramento del fondo sociale ed il conseguente aumento delle richieste di sfratto per morosità, da parte dei proprietari.
Walter Rapattoni segretario dell’ Unione Inquilini di Pescara ha fatto notare che servono ulteriori misure anti sfratto e che non ci si può limitare alla già vigente proroga relativa ai soli sfratti per finita locazione aventi per oggetto nuclei familiari in disagio abitativo, perché queste ormai costituiscono solo il 5% degli sfratti in esecuzione.
Per Enzo Del Vecchio del gruppo consiliare Partito Democratico del Comune di Pescara vale invece la formula: sfratto abusivi= sicurezza e legalità. Il consigliere ha sottolineato «l’esigenza di salvaguardare il patrimonio pubblico delle case popolari occupate abusivamente da soggetti che non di rado sono stati individuati come responsabili di azioni contro la collettività».
E’ per questo che ha chiesto al Comune di abbattere spese inutili e destinare parte delle risorse come quelle derivanti dall’Imu, per la parte dovuta dall’Ater, allo sfratto degli occupanti abusivi degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica.
Con questa richiesta, fa sapere Del Vecchio, «vogliamo raggiungere due scopi: avere risorse adeguate per sostenere lo sfratto di tutti gli occupanti abusivi delle case popolari da reperirsi in quelle voci di bilancio, oggi anacronistiche e non coerenti con la crisi economica in atto e mettere a disposizione degli aventi diritto quelle case oggi occupate abusivamente».