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Sanità e Regione: torna il contributo ai malati oncologici

L’Api sollecita l’integrazione socio-sanitaria: “più attenzione ai Pta ed ai Pua”

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Emilio Nasuti

Emilio Nasuti

ABRUZZO. Il Consiglio regionale prova a riappropriarsi della sanità, nonostante la presenza ingombrante del Commissario, e discute di due argomenti importanti, approvando il primo (provvidenze per i malati oncologici) e sollecitando l’attuazione del secondo (l’integrazione socio-sanitaria).

Torna, infatti, il contributo da destinare ai pazienti oncologici e si affronta l’integrazione socio-sanitaria, ancora non realizzata tra il Piano sociale di intervento e le novità dell’assistenza sanitaria sul territorio, come i Pta ed il Pua (rispettivamente: punti di assistenza territoriale e punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie).
 La misura di sostegno ai malati oncologici, approvata, sarà finanziata con i fondi derivanti dagli introiti della norma per il recupero dei sottotetti ed è stata inserita nell’ambito delle modifiche alla Finanziaria 2012 della Regione Abruzzo, approvate ieri dal Consiglio regionale. In particolare, su proposta del presidente Emilio Nasuti, è stata inserita una norma che prevede lo stanziamento di un contributo di 200mila euro per questi malati.
«L’emendamento – spiega Nasuti, presidente della Commissione Bilancio– è stato approvato all’unanimità, così come la legge che lo conteneva. Si tratta di un provvedimento importantissimo, sollecitato nei giorni scorsi anche dal Difensore civico regionale Nicola Sisti, a cui si erano rivolti numerosi pazienti che si sottopongono a terapia oncologica e che si erano visti tagliare i rimborsi per le spese di viaggio. Era fondamentale dare una risposta a questi malati, perciò  il mio personale ringraziamento va a tutti i colleghi consiglieri che hanno condiviso il percorso della norma».
 Sulla mancata integrazione socio-sanitaria c’è stato, invece, uno scambio vivace tra Gino Milano, consigliere regionale Api, e Paolo Gatti, assessore regionale alle politiche sociali.

«Da anni la maggioranza sbandiera, ma non ancora realizza questa integrazione – ha detto Milano - la Giunta regionale dal 2010 ha espresso la necessità di favorire l’integrazione tra le prestazioni sociali e le prestazioni sanitarie e così il Consiglio regionale. Tutti atti formali a cui non è stato dato seguito» ha criticato Milano. In realtà lo stesso Assessore Gatti si affanna a giustificarsi invocando la resistenza operata dalle comunità montane e dai Comuni coinvolti nei vari Ambiti sociali, mentre Api e sindacati ormai da anni segnalano la necessità di razionalizzare la distribuzione degli Ambiti sociali e dei Distretti sanitari in ragione della estensione dei territori e delle caratteristiche della popolazione interessata.
Ma dalle parole non si è mai passati agli atti concreti.
«E’ già qualcosa che l’Assessore prenda atto del fallimento politico della maggioranza su tale questione (come dimostra il tavolo permanente congiunto, che, dopo una prima convocazione nel mese di marzo 2011, non è stato più convocato), ma a noi non basta. Peraltro – osserva ancora Milano – con il Piano sanitario del 2008 sono stati introdotti i Punti unici d’accesso (Pua), quale luogo in cui viene concretamente realizzata la gestione integrata della domanda. Però se non si realizza la tanto auspicata integrazione socio-sanitaria si corre il rischio di vanificare il funzionamento stesso di questi Pua, divenuti ormai strategici nel riassetto organizzativo implementato. Dunque, basta con le dichiarazioni d’intento, i cittadini vogliono un sistema socio-sanitario efficiente e non tollerano più vane promesse».