AMBIENTE

Abruzzo, ok a modifica autorizzazioni nuove cave

Rc: «Pd più arretrato del Pdl»

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Venturoni (Pdl) e Ruffini (Pd)

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L’AQUILA. Il Consiglio regionale d'Abruzzo ha approvato la modifica alla Finanziaria 2012 sul rilascio delle autorizzazioni per l'apertura di nuove cave, bloccate dallo scorso 31 dicembre.

Il provvedimento passato ieri consente di autorizzare gli impianti che a quella data avevano già ottenuto parere positivo sulla Valutazione di impatto ambientale. La seduta è stata aggiornata a martedì prossimo per la discussione degli altri punti all'ordine del giorno.
Ma in aula non sono mancati scontri, come quello tra Rifondazione Comunista e Partito Democratico.
«E' pazzesco che il Pd abbia presentato un emendamento contro la moratoria sulle cave collocandosi oggettivamente su una posizione più arretrata dello stesso Pdl sulle questioni ambientali», ha denunciato il consigliere di Rc Maurizio Acerbo.
«Non si capisce quale sia il riformismo di un partito che cavalca pressioni lobbistiche e che dovrebbe farsi un esame di coscienza. Come può opporsi a una moratoria che impone la redazione di un piano cave che doveva essere approvato da 29 anni? Possibile», si è domandato Acerbo, «che il Pd non sappia che l'Abruzzo ha più cave della Lombardia autorizzate grazie a una norma transitoria divenuta eterna? Come hanno più volte dichiarato gli esponenti del Pd bisogna eliminare la moratoria (che è relativa soltanto alle nuove autorizzazioni) perché altrimenti non può andare avanti il progetto di Toto a Bussi».
«Come fa Castricone», va avanti l’esponente di Rifondazione, «a sostenere che bisogna dare 50 milioni di euro pubblici per bonificare aree - quelle del sito industriale - la cui bonifica deve essere pagata dalla Solvay come prevede la normativa vigente? Il Pd incentiva la Solvay a andare via invece di difendere occupazione e chiedere nuovi investimenti nella chimica pulita e nella bonifica? Come ci si fa a fidare delle promesse occupazionali di Toto dopo che ha lasciato a piedi i lavoratori della Air-One Technics?»
«I duri scambi d'accusa a cui abbiamo assistito nell'odierno consiglio tra Rifondazione Comunista e Pd - sostiene il presidente del gruppo Pdl Lanfranco Venturoni- non sono altro che la manifestazione di una brace che da tempo covava sotto la cenere. Una convivenza forzata, quella tra le due forze politiche di una sinistra sempre divisa che ha saputo trovare negli ultimi anni come unico collante quello della propaganda e della demagogia».

CARAMANICO: «RIVEDERE LE TARIFFE»
Ma l’assenza di un piano cave secondo il consigliere di Sel Franco Caramanico non è che l’ennesima riprova delle difficoltà gravi nelle quali versa la nostra regione. Si tratta di un settore cruciale che costituisce il 10% del Pil regionale e che vede impiegati, tra lavoratori e indotto, circa 15 mila persone. «La necessità di una pianificazione», spiega Caramanico, «riguarda sia il piano economico, visto che l’assenza dell’aggiornamento dei canoni impedisce alla nostra Regione di incamerare ulteriori risorse che eviterebbero tasse e balzelli a carico delle famiglie. La Regione Abruzzo infatti incassa circa 3,7 milioni di euro, che potrebbero diventare 9 milioni se si applicassero le tariffe in vigore in altri paesi europei. Inoltre la pianificazione e la regolamentazione del settore eviterebbe il rischio concreto di incorrere nelle infrazioni delle normative europee». Entro il 2015 si dovrebbe ottenere il 70% del riciclo dei materiali inerti.

VERTENZA BURGO
Dopo la discussione su interrogazioni e interpellanze, il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione sulle autorizzazioni alle strutture socio sanitarie e un’altra sulla vertenza della cartiera Burgo di Avezzano. E’ stata invece respinta una terza risoluzione riguardante la revoca dell’incarico all’amministratore unico dell’Ater di Teramo. Rinviata alla prossima seduta la modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio, mentre torna in Commissione la disciplina in materia mortuaria e funeraria.

PD: «IL PARTITO DI ACERBO E’ SCOMPARSO»

«Come al solito Acerbo prova a dare lezioni a tutti», commentano Antonio Castricone segretario provinciale del Pd e la consigliera Marinella Sclocco.

«La sua solita politica urlata serve a coprire il vuoto di argomenti a sostegno delle sue azioni. Le ultime elezioni hanno confermato che il partito di Acerbo e' oramai scomparso e che non rappresentano più nessuno. Sono distanti dai reali problemi dei cittadini, dei lavoratori, degli amministratori e per di più fa il finto ambientalista. Delirante la sua idea che i 50 milioni della bonifica non vadano spesi, facendo cosi' perdere a Bussi la possibilita' di avere un miglioramento delle condizioni ambientali. L'idea di far passare la bonifica dell'area come la volonta' di far chiudere Solvay e' falsa e Acerbo non la da' a bere a nessuno. Cio' che stupisce davvero e' come Chiodi ed il Pdl possano sottostare ai ricatti di Acerbo solo per avere avuto qualche sostegno alla approvazione della finanziaria regionale».