SULMONA

Emergenza carceri, polizia penitenziaria allo stremo

Il sindacato annuncia «misure eclatanti»

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Emergenza carceri, polizia penitenziaria allo stremo
SULMONA. I problemi sono gli stessi. A pagarne le conseguenze, sempre gli stessi. A chiedere aiuto, ancora gli stessi.

Peggiorano sempre più le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria nelle carceri abruzzesi. Lo denuncia, il segretario provinciale e vice regionale di Uilpenitenziari, Mauro Nardella  in una lettera (a firma anche di altre sigle), diretta al direttore del carcere di Sulmona, Massimo Di Renzo, a tutto il personale di polizia penitenziaria di Sulmona, al provveditore penitenziario della regione Abruzzo e Molise, Bruna Brunetti. Le condizioni di carcerieri e carcerati vanno aggravandosi di giorno in giorno.
I poliziotti sono costretti a turni massacranti (otto ore) che mettono a dura prova i loro nervi. Sempre più agenti vengono tolti dai vari uffici e servizi di stretta pertinenza carceraria per prestare servizio di video conferenza a L’Aquila con conseguente aggravio delle condizioni di ordine e sicurezza nei confronti di chi ha dovuto prestare la propria opera nei reparti detentivi.
 Lo storno di personale (impiegato per lo spostamento dei detenuti in direzione delle sedi giudiziarie e/o sanitarie) non fa bene alla struttura.
Sono 450 le unità recluse, (200 in più rispetto alla capienza regolamentare) e  abbondano gli episodi di violenza ed aggressività dei carcerati. Ad aggravare il quadro si aggiungono i suicidi dei detenuti, complici il sovraffollamento e le dure condizioni psicologiche di detenzione.
Fa male constatare, secondo Nardella, che le istituzioni locali «non si siano mai mosse con un piano di intervento chiaro, preciso, obiettivo, ma abbiano sempre trovato soluzioni tampone».
«Oggi sembra che nel nome della crisi», dice,  «non si sia più autorizzati  parlare di diritti e condizioni di lavoro, se è vero che non è possibile rinforzare gli istituti con nuove assunzioni o investimenti, è anche vero che non è tollerabile che vi siano tante persone al provveditorato ed alla scuola di formazione».
La Cgil, Sappe, Uil, Cisl, Osapp,Ugl si sono unite alla protesta chiedendo una sezione distaccata del tribunale di sorveglianza proprio a Sulmona per evitare spostamenti di personale e l’ organizzazione degli istituti penitenziari d’Abruzzo in circuiti e tipologie di detenuti omogenei.
Le sigle hanno fatto sapere che presto ricorreranno ad eclatanti iniziative di protesta che saranno comunicate agli organi interessati.