LA DENUNCIA

Soldi in più alle cliniche private, ‘Villa Pini resiste’ va alla Corte dei Conti

Nessuna risposta dall’Asl… si va in Procura

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Nicola Petruzzi

Nicola Petruzzi

CHIETI. Che fine ha fatto il recupero dei milioni di euro pagati in più dalla Regione alle cliniche private, visto che il Consiglio di Stato ha ritenuto corretti i tagli alle tariffe decisi a suo tempo dall’assessore Bernardo Mazzocca?

Lo ha chiesto il Comitato “Villa Pini resiste” al presidente-commissario Gianni Chiodi, al sub commissario Giuseppe Zuccatelli ed al manager Asl Chieti Francesco Zavattaro (per Villa Pini, gestione Angelini) con una lettera del 21 giugno scorso. Ed in mancanza di risposte, il Comitato ha pensato di inoltrare analoga domanda al Procuratore regionale della Corte di conti, allargando il discorso anche alle altre case di cura private. Il problema sul tappeto è quello delle delibere regionali n° 658 del 9 luglio 2007 e n° 833 del successivo 13 agosto con le quali l’assessore Bernardo Mazzocca aveva fatto approvare una rimodulazione al ribasso delle tariffe da riconoscere alle cliniche a partire dal primo gennaio 2007 e per due anni almeno. Tra l’altro esisteva una lettera firmata dal direttore generale della programmazione sanitaria Filippo Palumbo che approvava lo schema di delibera poi passato nella Giunta Del Turco. Tutto partiva infatti dal documento che il Tavolo tecnico romano aveva elaborato nel lontano 2 aprile 2007 per il Piano di rientro dai debiti della sanità. Di qui presero le mosse le due delibere regionali “riduttive” che modificarono il sistema tariffario allora vigente. Contro questo taglio le cliniche fecero ricorso al Tar e lo vinsero, tanto che furono pagate con le vecchie rette perché il Tar, sul presupposto di una istruttoria ritenuta insufficiente, aveva bocciato i tagli. Ma il successivo appello della Regione al Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione e così dalla sentenza dell’11 luglio dello scorso anno le tariffe in vigore al primo gennaio 2007 sono quelle tagliate: il CdS ha ritenuto valida la nuova tariffazione ridotta in quanto, pur essendo stata modulata partendo solo dall’assistenza ospedaliera pubblica, è di sicuro più vantaggiosa per le cliniche che hanno meno costi. Il che di conseguenza porta alla necessità per la Regione di recuperare i soldi pagati in più. Secondo una stima questi soldi in più valgono almeno 5 mln per il solo 2007 e solo per Villa Pini, gestione Angelini. Questa cifra, moltiplicata per due anni e con l’aggiunta delle erogazioni alle altre case di cura private diventa molto pesante e tale da modificare sensibilmente il bilancio della sanità abruzzese. Ed allora il Comitato “Villa Pini resiste” prende lo spunto per condividere le argomentazioni portate dalle case di cura private nel loro ricorso contro l’accreditamento concesso alla curatela di Villa Pini: “serve un segnale di legalità per gli operatori onesti della sanità abruzzesi.” Cioè appunto«“l’applicazione della sentenza del CdS che è lì da un anno» scrive il Comitato.

SINDACATI ASSENTI ALLA ASL DI CHIETI? PER LA UIL FPL «IL DG NON CONOSCE LE REGOLE»
«Tanto rumore per nulla – sostiene Domenico Rega, segretario generale Uil Fpl di Chieti - non c’è stata nessuna latitanza dei sindacati alla riunione della Asl di Chieti per gli incentivi ai dipendenti, come sostiene il manager Francesco Zavattaro nel suo comunicato e si confonde la Rsu andata deserta con i sindacati, che sono un’altra cosa. Il manager dovrebbe saperlo e conoscere le regole di questi meccanismi di democrazia». Dopo lo sconcerto di Zavattaro per questo incontro andato deserto (forse ce ne sarà un altro il 12 luglio) «sconcertati lo siamo davvero noi della Uil – continua Rega - avevamo favorito l’accordo  sul part-time, avevamo auspicato un rapido iter per dare ai lavoratori i dovuti riconoscimenti e all’azienda gli strumenti per una riorganizzazione degli uffici e dei reparti. Noi eravamo pronti all’incontro che non c’è stato solo su richiesta di Nicola Malatesta, portavoce Rsu, che lamentava la mancata riunione del coordinamento Rsu e la non corretta prassi  da parte della Asl di convocare la riunione con solo un giorno di anticipo».
Dunque non un’assenza casuale, una dimenticanza, ma solo «il rispetto delle regole. Perciò abbiamo aderito alla richiesta della Rsu che - come rappresentanza sindacale unitaria - è la sola titolata al voto e ad esprimere in forma palese la volontà per la sottoscrizione di un qualsivoglia accordo in materia di distribuzione del fondo e del suo utilizzo». Quindi «nessun valore in tal senso aveva ed ha l’incontro del 29 giugno andato deserto. E’ forse solo un tentativo di fuga in avanti da parte di chi male interpreta e non per ignoranza le regole del gioco. Per Cgil, Cisl e Fials solo un commento: se l’incontro con la direzione aziendale della Asl di Chieti voleva essere un momento di confronto  politico – e non poteva essere altro - sarebbe bastata una telefonata, oppure chiamare il nostro membro di segreteria interno al SS. Annunziata».

Sebastiano Calella