SENTENZA

Caccia. Il Tar bacchetta Regione e comitato Via

Per i giudici il parere dell’organismo nominato dalla giunta è «illegittimo»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3047

Caccia. Il Tar bacchetta Regione e comitato Via
ABRUZZO. Illegittimo il parere del comitato V.I.A. che allentava i vincoli nelle aree di presenza dell'Orso bruno. La relazione tecnica allegata al calendario venatorio non aveva i requisiti di legge per essere valutato dal Comitato.
«Viene sconfessato così», commenta il Wwf, «l'operato dell'Assessorato su molte specie cacciabili in declino, sull'uso del piombo e sugli orari di caccia. Sollevata la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria».

E' stata depositata dal Tar Abruzzo di L'Aquila la sentenza di merito sul ricorso presentato dal Wwf Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia.
Il Tar ad ottobre scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Ora, con la sentenza di merito, il tribunale non solo ha accolto le principali critiche sollevate dalle associazioni ma ha anche ritenuto fondata l'eccezione di costituzionalità della Legge Regionale 10/2004 sull'attività venatoria in Abruzzo nella parte che disciplina un aspetto fondamentale, il cosiddetto Comparto Unico sulla Migratoria.
Intanto il Collegio ha soddisfatto l'esplicita richiesta delle associazioni di discutere nel merito il ricorso pur essendo scaduto il Calendario Venatorio 2011-2012. Infatti ha ritenuto che sia interesse non solo dei ricorrenti ma anche della stessa Regione Abruzzo, conoscere le motivazioni di merito sulle eccezioni sollevate anche per adeguare i futuri calendari venatori.

Moltissime erano le criticità evidenziate dalle associazioni. Tra i punti salienti:

1)SPECIE IN DECLINO: 
si era consentita l'apertura alla caccia per specie in declino e l'ampliamento del periodo di caccia per queste e altre specie (come  frullino, moretta, marzaiola, mestolone, codone, canapiglia, fischione, beccaccino) discostandosi dai periodi e dalle modalità gestionali indicati dall'ISPRA.
Per il primo punto il WWF aveva sostenuto che la Regione Abruzzo permetteva la caccia per diverse specie in declino, soprattutto acquatiche, nonostante non avesse prodotto censimenti recenti e nonostante i dati raccolti dalla Stazione Ornitologica Abruzzese indicassero una presenza minima in Abruzzo delle specie in questione (meno di 5.000 unità, per alcune pochi individui). In una tale situazione non solo la Regione Abruzzo ha comunque aperto la caccia a queste specie.

Il TAR ha accolto pienamente questa critica ed ora la Regione Abruzzo dovrà adeguarsi anche per il futuro chiudendo la caccia a queste specie in declino (SPEC) e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo.

2)ORSO BRUNO:
il comitato V.I.A. prima aveva vietato l'inizio dell'attività venatoria nell'area A del PATOM di massima presenza dell'Orso bruno ma dopo poche settimane aveva cambiato idea con un secondo giudizio in cui si consentiva l'attività venatoria ponendo alcune prescrizioni per la sola caccia al Cinghiale.
Su questo punto il Tar censura la Regione Abruzzo e il Comitato V.I.A. sulla tutela del animale simbolo della Regione, l'Orso bruno marsicano. Dopo la richiesta pervenuta dall'Ente Parco nazionale d'Abruzzo che chiedeva di evitare il disturbo all'Orso in un periodo delicatissimo come quello che precede il letargo in cui l'orso è iperfagico, il Comitato V.I.A. aveva varato un primo parere vietando fino al primo novembre tutta l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Dopo poche settimane lo stesso Comitato fece dietrofront nonostante le precise e circostanziate diffide inviate dal Wwf. Ebbene il Tar scrive:«le carenze della valutazione effettuata e la mancanza di motivazione sui punti specifici suddetti conduce quindi all’accoglimento delle censure esaminate relative alla Valutazione di incidenza».

3)RELAZIONE TECNICA INIDONEA: l'assessorato all'Agricoltura aveva allegato al Calendario Venatorio una relazione tecnica. Tale relazione, secondo le associazioni, non era conforme ai requisiti tecnici.
Il Comitato V.I.A.- aveva accettao di valutare tale studio.
«Ancora più grave appare quindi», commenta il Wwf, «la censura del Tar sull'operato del Comitato VIA e dei funzionari dell'assessorato all'Agricoltura su questo punto, quando conferma che l'intera relazione tecnica allegata al Calendario non permetteva di valutare gli effetti della caccia sulle specie protette a livello comunitario».

4)COSTITUZIONALITA' DEL COMPARTO UNICO SULLA MIGRATORIA:
il comparto unico sulla migratoria, introdotto dalla legge regionale 10/2004, definendo l'Abruzzo come unico comparto, nega il legame cacciatori-territorio richiesto dalla legge nazionale sulla caccia rendendo possibile ai cacciatori non solo di andare a caccia anche fuori dall'ATC in cui è iscritto ma anche di cacciare per più giorni la settimana.
Il TAR ha emesso un'ordinanza con la quale chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità della norma regionale.

5)USO DELLE MUNIZIONI AL PIOMBO:
la Regione ha consentito l'uso delle munizioni al piombo (pallini e cartucce di piombo) per i quali l'ISPRA aveva evidenziato l'esistenza di gravi problemi sanitari.
Anche su questo aspetto il Tar ha dato ragione al Wwf sostenendo che la Regione Abruzzo non ha correttamente valutato la necessità di vietare l'uso delle munizioni al piombo nonostante la loro pericolosità.

6)ALTRI ASPETTI:
il TAR ha anche accolto la parte del ricorso sulla definizione degli orari di caccia. Altri aspetti marginali non sono stati accolti (come l'indicazione chiara delle mappe delle aree incendiate e alcuni giorni in più sulla caccia alla Beccaccia) ma è tale il numero di punti su cui è stata data ragione alle associazioni che viene minato alla base l'intero apparato del calendario.

Augusto De Sanctis, membro per il Wwf della consulta venatoria regionale ha detto:«E' un successo clamoroso che ha alla base un nostro lavoro capillare su un argomento su cui ci sono continui tentativi di derogare alle normative esistenti. Dispiace che l'assessorato all'Agricoltura e il comitato VIA non ascoltino le puntuali osservazioni inviate per tempo dal WWF».

FEBBO:«IL WWF MISTIFICA, LE COSE STANNO DIVERSAMENTE»
«Il Wwf continua con la sua opera di mistificazione e strumentalizzazione dei fatti. Il Tar ha ritenuto fondati i motivi di ricorso solo su alcuni punti». E’ quanto sostiene l’Assessore regionale alle Politiche agricole e alla Caccia, Mauro Febbo.
«In particolare – spiega l’Assessore regionale - per i tordi e la beccaccia la motivazione ed i dati riportati nella relazione tecnica allegata sono stati ritenuti sufficienti, nonostante il parere sfavorevole dell’ISPRA, mentre per il merlo, la tortora e la lepre, il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto adeguatamente motivate le scelte operate, perché in linea con le indicazioni ISPRA. In relazione al comparto unico, l’applicazione della relativa disciplina nel calendario è legittima perché previsto dalla legge regionale e la sollevata questione di legittimità costituzionale non investe la questione del calendario. Il TAR ha poi ribadito che il parere VIA non è obbligatorio per i calendari regionali, ma lo stesso è stato richiesto dalla Regione su indicazione ISPRA. L’accoglimento del ricorso si fonda comunque sulla circostanza che il parere stesso avrebbe dovuto consistere in una valutazione specifica, con specifici fini e riguardo a particolari ambiti territoriali ed a particolari risorse naturali. Anche in relazione alle aree percorse dal fuoco, il TAR ha ritenuto infondata la questione».
«In merito alla questione della tutela dell’Orso marsicano – sottolinea Febbo - la Regione, particolarmente sensibile alla problematica, ha avviato da ottobre 2011, con l’avvallo del Ministero Ambiente, un percorso per l’attivazione dell’azione B1 del Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (Gestione dei conflitti, attività venatoria). Si sottolinea comunque che sulle disposizioni in merito alle forme di caccia al cinghiale nelle aree di presenza dell’Orso, l’ISPRA si era espressa favorevolmente».

Sentenza Tar Abruzzo Caccia