Sanità, Acerbo e Saia: «legge regionale sui ticket non rispettata»

La replica: «Ticket imposto dal Governo»

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Antonio Saia

Antonio Saia

ABRUZZO. Quanto costa farsi curare.

Per una visita medica un cittadino deve sborsare 10 euro di ticket. E siamo nel sistema sanitario pubblico.
Antonio Saia e Maurizio Acerbo tornano a pieno titolo sul problema dei costi della sanità. I consiglieri hanno proposto un emendamento alla legge finanziaria regionale in base al quale il costo dei ticket sanitari sulle prestazioni diagnostiche anche se maggiorato dei 10 euro previsti dal Governo nazionale, non deve, comunque, superare l’importo dell’intero costo previsto dal tariffario nazionale.
La proposta è piaciuta alla Giunta regionale che l’ha trasformata in un articolo di legge (numero 44).
Oggi però il duo lamenta il mancato rispetto di quella legge. Succede da tempo che gli assistiti continuano a pagare ticket molto alti, anche per gli esami di routine, alcune Asl hanno diffidato i medici convenzionati dal prescrivere gli esami sul foglio bianco anzichè sul ricettario del sistema sanitario nazionale, per impedire che gli assistiti possano fare l’esame in regime privatistico presso le strutture pubbliche (cosa che sarebbe più conveniente); molti cittadini si rivolgono, per fare gli esami a strutture private per non pagare l’iniquo balzello, arrecando un danno alle strutture pubbliche.
«Che sta succedendo?», chiedono i consiglieri a Gianni Chiodi, «per quale motivo la Giunta regionale ha scelto di rinunciare alla propria decisione costringendo i malati abruzzesi a dover pagare l’iniquo balzello di 10 euro su tutte le prestazioni o, per evitarlo a ricorrere a strutture private? Non è il caso di ripristinare gli effetti dell’articolo 44 della finanziaria regionale, resistendo alle osservazioni del Governo e sopprimendo l’iniqua tassa aggiuntiva sulla malattia?».

«TICKET IMPOSTO DA GOVERNO»
«Se i consiglieri regionali Acerbo e Saia pensano davvero che la Regione, di sua iniziativa, possa cancellare, in un sol colpo, la quota fissa di 10 euro sulle ricette, vuol dire che vivono nel mondo dei sogni. Oppure fanno semplicemente finta di ignorare che quell'"iniquo balzello", ci è stato imposto lo scorso anno dal Governo nazionale. Spero che sia chiaro una volta per tutte». Così il portavoce del presidente della Regione, Enrico Mazzarelli, replica alle sollecitazioni provenienti dai due consiglieri regionali Maurizio Acerbo e Antonio Saia che, a tal proposito, hanno presentato un'interpellanza al capo dell'Esecutivo regionale.
«Si tratta - ribadisce Mazzarelli – di un prelievo imposto da una legge dello Stato alla quale abbiamo cercato di mettere riparo. Infatti, nella Finanziaria regionale, avevamo previsto che il contribuito dovuto dagli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale per le prestazioni di diagnostica strumentale di laboratorio e per le visite specialistiche, sebbene maggiorato del ticket di 10 euro, non dovesse superare l'intero costo della prestazione prevista dal tariffario nazionale. Tuttavia, il Governo ha osservato la norma perché in contrasto con una legge dello Stato. Riguardo, poi, alle circolari inviate dalle Asl ai medici di base, non si tratta di ritenerle legittime o meno. E' stato il tavolo di monitoraggio interministeriale a pretendere che le Asl allertassero i medici di medicina generale affinchè quella norma, osservata dal Governo, non venisse applicata».