IL FATTO

Lusi tesoriere del Pd: soldi per elezioni a Ginoble, Coletti e Alessandrini

Ecco l’estratto conto del partito ed i riferimenti degli accrediti ricevuti per le campagne elettorali

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Lusi tesoriere del Pd: soldi per elezioni a Ginoble, Coletti e Alessandrini
ABRUZZO. Fa una certa impressione perché ad ordinare i pagamenti è l’uomo al centro di uno degli scandali peggiori della storia della politica: l’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi. Ma per il resto non ci sarebbe da meravigliarsi.

Dai documenti della ex Margherita poi confluita nel Pd nel 2007, si evince come Lusi ordinò per il 2009 pagamenti anche a politici abruzzesi impegnati allora in campagne elettorali: si tratta di Tommaso Ginoble (imepegnato nelle europee), Tommaso Coletti (impegnato nella corsa verso la Provincia di Chieti) e Marco Alessandrini candidato sindaco del Pd per il Comune di Pescara.
Cifre e numeri contenuti nella contabilità dell’ex Margherita e che ora sono al vaglio della magistratura che sta ascoltando Lusi in carcere. In un appunto pubblicato da Corriere.it  e che Lusi attribuisce a Rutelli, risalente al novembre 2009, è scritto: «Luigi, la vicenda dei tre -Sensi, Podda, Cucinotta- va risolta entro Natale. Ho incontrato Tommaso, tutto a posto». Spiega Lusi al magistrato: «Sensi è il portavoce di Rutelli, le altre sono dipendenti della Margherita e il problema da risolvere riguardava i loro contratti lavorativi. Tommaso è un politico abruzzese che doveva passare all’Api».
Di Tommaso in Abruzzo ce ne sono due: l’ex senatore ortonese e presidente della Provincia di Chieti, Coletti, e Ginoble, attuale deputato del pd. Entrambi stamattina sulla stampa locale si tirano fuori dalla vicenda.

LUSI SEGRETARIO AMMINISTRATIVO DEL PD
Il documento contabile che PrimaDaNoi.it ha potuto visionare chiarisce (qualora ve ne fosse bisogno) che gli esponenti della Margherita e poi del Pd avevano rapporti con il governo centrale del loro partito, dunque anche Rutelli e Lusi.
Nel documento del 2009 suddiviso in più colonne tra i vari nomi spiccano quelli dei politici abruzzesi.
Il primo pagamento è riferibile a Tommaso Ginoble mentre nella colonna denominata “intestazione causale” si legge “Eidos Roseto” per il pagamento fattura “059 del 1-7-2009”. Importo: 6mila euro.
Eidos è una società che edita un periodico ed è probabile che si tratti di servizi editoriali legati alla campagna elettorale. Lo conferma lo stesso onorevole dall'aula parlamentare impegnato in una votazione: «si tratta di spese per la pubblicità elettorale»
Il secondo pagamento a Ginoble nella casella “causale” riporta invece il nome di «Domenico Di Silvestro» per il pagamento della fattura dell’11 luglio 2009 per un importo di 9.828 euro.
«Domenico Di Silvestro è il titolare di una tipografia che ha stampato i manifesti», aggiunge ancora Ginoble, «non vedo cosa ci sia di strano. All'epoca mi sono rivolto così come hanno fatto tutti gli altri al segretario amministrativo del partito per le spese da sostenere. Non c'è proprio nulla di strano…».

MANIFESTI ANCHE PER COLETTI
Nel documento contabile vi è poi il nome dell’ex senatore Tommaso Coletti che riceve 10.800 euro per il pagamento della fattura 42 del 2009 del 3 luglio mentre nella causale viene riportato «cav. Camillo Marchionne». Anche in questo caso si tratterebbe di servizi editoriali a stampa per la campagna elettorale delle Provinciali.
Infine emergono per l’Abruzzo due bonifici effettuati all’indirizzo di Marco Alessandrini e del comitato elettorale che ha coordinato la sua campagna.
Il primo bonifico è di 17.575,20 per il pagamento della fattura 18 del 2 giugno 2009 alla agenzia che ha curato l’immagine e la comunicazione “Concept store”.
Vi è poi un ulteriore bonifico effettuato sul conto del comitato elettorale di 32.500 euro con la causale “erogazione liberale” senza il numero di fattura chiaramente riferibile alla campagna elettorale pescarese («x Alessandrini»)

ALESSANDRINI: DA MARINI A LUSI
«Non è un mistero che per il coordinamento del partito abruzzese bisogna rivolgersi al senatore Franco Marini», racconta a PrimadaNoi.it Alessandrini, «così feci anche nel 2009 insieme al segretario cittadino chiedendo un aiuto finanziario per le elezioni che costano. Marini ci indirizzò dal senatore Lusi che conobbi in quella occasione e nel 2009 ignoravo che esistesse “un tesoriere della Margherita”. Si tratta di versamenti regolari, trasparenti di cui c’è traccia e documentazione presentata regolarmente ai tempi. Devo aggiungere che non mi sono occupato, come è ovvio, di ogni aspetto ma allora come oggi mi sono affidato ad un responsabile di tesoreria che è il commercialista Mimmo Velluto il quale ha provveduto a tenere i contatti con Lusi e con lui ha concordato gli aspetti particolari. Queste somme –nel caso ce ne fosse bisogno- sono state utilizzate per lo scopo più alto possibile del fare politica: la campagna elettorale».
a.b.