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E Sechi disse a Di Stefano (Pdl) :«a voi dà fastidio la gente libera, vi dovete abituare»

Scontro tra il direttore de Il Tempo e il senatore azzurro su libertà di stampa e mala politica

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E Sechi disse a Di Stefano (Pdl) :«a voi dà fastidio la gente libera, vi dovete abituare»
ABRUZZO. Se la cantano e se le suonano. E pure di santa ragione. Il Pdl e Chiodi organizzano un bel dibattito che si trasforma in monologo quando prende la parola il senatore Di Stefano che la pensa in maniera differente rispetto al direttore de Il Tempo.

Dal monologo si passa ai toni alti, ma solo della voce, ed il battibecco si fa interessante e vira quasi subito sulla libertà di stampa, sui consigli editoriali, sul problema dell’editore impuro, sulle testate che «maltrattano» amministratori che sfiorano la santità e sulle influenze della politica che tutto domina o vorrebbe dominare…
Il tutto è avvenuto nell’ambito di una iniziativa tenutasi venerdì scorso a Lanciano sponsorizzata dalla Regione, l’istituzione capeggiata da Chiodi, che forse si attendeva qualcosa di diverso.
In platea uno stuolo di colonnelli locali del Pdl chiamati a raccolta da sms e telefonate ed una serie di locandine e manifesti.
Insomma istituzione e politica che si confondono ormai in un intreccio indissolubile e inestricabile. Doveva essere un momento alto per esaltare la politica della giunta Chiodi (e così pare essere passato su certi media) invece è stato caratterizzato da una profonda frattura interna e da qualche sassolino scagliato con la violenza di chi può essere organico ad un mondo di centrodestra.
Così Mario Sechi, direttore de Il Tempo, notoriamente quotidiano di centrodestra, dà del tu a Chiodi e al senatore Di Stefano e non ha alcun problema a rivendicare la sua libertà nei confronti di chi invece non se l’aspetta.
Ne nascono 10 minuti che forse risultano quelli più interessanti dell’intero evento e che ancora una volta mettono in luce il vero pensiero di certi politici di centrodestra sulla “libertà” di stampa.

Insomma un risvolto inaspettato che ha lasciato per buona parte attonito e senza parole lo stesso Gianni Chiodi.
«Ad esempio Libero», dice Fabrizio Di Stefano nel suo intervento, «che dovrebbe essere un giornale nostro amico è proprio quello che ci critica di più, anche il suo giornale ha un editore…» e Sechi lo interrompe subito «…che non sento mai».
E poi il giornalista si inalbera: «non dovete insinuare che io sia eterodiretto. Scrivo quello che voglio ed è quello che vi rompe… Vi dà fastidio la gente libera… ma vi dovete abituare. Il mio editore non mette becco su quello che scrivo e sul mio contratto come su quello di tutti i direttori c’è scritto che posso scrivere quello che voglio e che la linea editoriale la decido io».
Dal pubblico scattano due "bravi" piuttosto isolati, in verità.
Il giornalista è un fiume in piena e parla senza alcun distacco: «voi governavate e avete tradito il vostro elettorato, perché avete fallito, non siete riusciti a stare insieme»..
Nello scontro diretto e personale la moderatrice, Gioia Salvatore, fa fatica a distogliere l’attenzione dei due contendenti e a passare oltre.
«Vi abbiamo difeso dall’assalto giudiziario», ha detto ancora il direttore, «ma questo non vi affranca dal giudizio di aver governato male. Berlusconi ha governato 20 anni e le tasse le avete abbassate?»
Vista la palese difficoltà e l’imbarazzo della platea e della moderatrice, Chiodi ha tentato un sottile un assist verso Di Stefano: «quello che Sechi vuole dire è che mettersi a fare una discussione dialettica con Mario Sechi è cosa rischiosa», ha detto il presidente sorridendo e ammiccando all’indirizzo del senatore che tuttavia non raccoglie la volontà presidenziale di darci un taglio e continua sulla sua strada.
E poi ancora Sechi a tu per tu con il senatore preso di petto (metaforicamente):«guardami negli occhi: ti sembro uno di sinistra? Io sono come loro (indicando la platea, confermando che la platea è prettamente di centrodestra, ndr) io sono incazzato come loro perché le cose non funzionano».
E Di Stefano ancora sullo stesso tema: «qui è tutto un sistema perché ci sono i mass media che condizionano e che anche tu, mi darai ragione, quando ci sono certe testate che sicuramente non condividi e non accetti».


Niente Sechi non è d’accordo nemmeno questa volta: «non c’entra niente le tv. Chi governa e governa bene, se fa le cose per bene, diventa quasi inattaccabile …. Voi avete governato male…. Non siamo mica in Bulgaria, io dico quello che penso».
Un grande applauso Sechi l’ha strappato anche quando ha difeso i militanti del Pdl che in buona fede hanno contribuito al successo del partito.
Le critiche politiche Di Stefano non le sente e continua sul tema dell’attacco mediatico ingiustificato: «purtroppo la maggioranza della carta stampata…. Anche qui in Abruzzo il maggiore quotidiano massacra ogni giorno il presidente della regione…».
E pensare che una volta era la “Casa delle libertà”: la casa forse è crollata con il terremoto e non è stata ancora ricostruita. Le libertà non sono certo quelle dei giornalisti.

a.b. (immagini di Antonio Del Furbo, filmaker Roberto Di Tommaso)