Rivelazioni su Manuela Orlandi, 'testimone chiave' è l'ideatore della clinica di Pescina

Alessandro Biancardi

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I VIDEO. ABRUZZO. Colpo di scena ieri sera a 'Chi L'ha visto?' sul caso di Manuela Orlandi. Spunta un nuovo testimone, un nome noto in Abruzzo.

emanuela orlandiI VIDEO. ABRUZZO. Colpo di scena ieri sera a 'Chi L'ha visto?' sul caso di Manuela Orlandi. Spunta un nuovo testimone, un nome noto in Abruzzo.

Maurizio Giorgetti ha scritto nelle scorse settimane una mail alla trasmissione di Rai3: «sono disposto a raccontare importanti rivelazioni sul caso di Emanuela Orlandi», la giovane scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983 all'età di 15 anni. Il caso è uno dei grandi misteri d'Italia nel quale si incrociano la criminalità organizzata ed i poteri forti del Vaticano. La stessa Emanuela era una cittadina vaticana e il padre un commesso della Prefettura della Casa Pontificia.

Nel luglio del 2005, alla redazione del programma Chi l'ha visto?, in onda su Rai 3, arrivò una telefonata anonima in cui si diceva che per risolvere il caso era necessario andare a vedere chi è sepolto nella basilica di Sant'Apollinare e controllare «del favore che Renatino fece al cardinal Poletti». Si scoprì così che "l'illustre" defunto altri non era che il capo della Banda della Magliana, Enrico De Pedis. L'inviata Raffaella Notariale era riuscita a ottenere le foto della tomba e i documenti originali relativi alla sepoltura del boss in territorio vaticano, voluta dal cardinale Ugo Poletti, allora presidente della Cei. Ieri le nuove rivelazioni che avrebbero confermato proprio le accuse su esponenti dell'organizzazione criminale più potente che abbia mai operato a Roma.



Dopo aver ricevuto l'email di Giorgetti la redazione di 'Chi l'ha visto?' lo ha contattato e poi incontrato. Giorgetti ha parlato facendosi riprendere dalle telecamere, a volto scoperto, indicando nome e cognome dei presunti responsabili del rapimento di Emanuela e raccontando tutta la sua verità. «Mi trovavo in un noto ristorante di Roma. Ho sentito due uomini legati alla Banda della Magliana, e in particolare a De Pedis, parlare di una ragazzina da prelevare perché bisognava recuperare del denaro», ha raccontato l'uomo.

Il testimone ha specificato che si trattava di due delle persone che sono entrate ultimamente nelle indagini sul rapimento di Emanuela Orlandi, più volte ascoltate anche dai redattori della trasmissione e che hanno sempre respinto ogni accusa. Nella loro conversazione ascoltate da Giorgetti i due avrebbero parlato di una Bmw da usare per il rapimento. L'uomo ha detto di conoscere bene le persone che sedevano al tavolo del ristorante perché aveva avuto contatti con la Banda della Magliana. «So che le mie rivelazioni non faranno piacere, ma ho già messo tutto quello che so al sicuro», ha aggiunto l'uomo, che si è detto disponibile a ripetere anche alla Procura di Roma quello che ha rivelato al programma.

I DUBBI SULL'ATTENDIBILITA' DELL'UOMO

Come spiegato dalla giornalista Federica Sciarelli l'attendibilità dell'uomo è stata valutata attentamente e si ritiene che Giorgetti possa aver raccontato episodi reali, visto anche il rischio che si è assunto in prima persona facendosi riprendere e dichiarando apertamente il suo nome. Ma perchè parlare solo adesso? «Sono molto malato», ha spiegato, «sento che sta arrivando la mia ora» e non voleva tenersi questo peso sulla coscienza.

Ma oggi a porre delle domande sull'attendibilità dell'uomo ci sono i giornalisti abruzzesi Angelo Venti, direttore di Site.it e Massimo Botticchio del 'Martello del Fucino'.

«Il super testimone di Rai3», racconta Venti, «è il famoso inventore della "Clinica del futuro" a Pescina. A Botticchio e al sottoscritto chiese, per alcuni articoli che lo sbugiardavano, 30 milioni di euro di risarcimento danni». La vicenda venne poi archiviata dal gip Alberto Amodio che giudicò inconsistenti le accuse con la motivazione «quanto riferito nell’articolo è stato confermato dalle indagini e non può quindi avere rilevanza diffamatoria».

«Il personaggio», conferma anche Botticchio, «è dedito alle più spregiudicate elucubrazioni e alle più incredibili millanterie. Solo a Pescina pretese di aver depositato una fideiussione di otto milioni di euro, rivelatasi inesistente».

Anche PrimaDaNoi.it si occupò della vicenda della 'fantastica' clinica, annunciata in pompa magna, promossa e poi bocciata dal consiglio comunale nel 2004 a Pescina, in terra d'Abruzzo. Lo stesso Abruzzo che -a volte le 'coincidenze' sono proprio strane- ad appena 40 chilometri di distanza, sul territorio di Tagliacozzo, avrebbe ospitato per anni gli immobili di uno degli uomini più potenti della banda della Magliana, Enrico Nicoletti: 10 dei 18 beni confiscati in Abruzzo alla criminalità organizzata (tutti nel 2001) appartengono proprio a lui.

 



 

E sempre Tagliacozzo, sostengono le procure che indagano, è stato un terreno florido dove attecchire anche per la mafia, quella di Cosa Nostra. E' ormai storia nota che il tesoro dell'ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino, sia stato reinvestito lì. Era il 2009 quando scattò il sequestro del villaggio turistico "la Contea", il camping e villaggio turistico di oltre 15 ettari di proprietà della società Alba d'Oro Srl, e finirono in manette tre personaggi della politica locale (che dissero di non aver mai conosciuto don Vito) .

Le ultime rivelazioni delle recentissime indagini di varie procure sembrerebbero confermare rapporti anche tra Cosa Nostra ed il Vaticano. Secondo quanto ricostruito dal giornalista Gianluigi Nuzzi che si è avvalso dell'archivio di monsignor Renato Dardozzi dall'Istituto per le Opere di Religione sarebbero stati manovrati dei soldi diretti a Ciancimino per conto della mafia. A tal proposito il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, affermò «le transazioni a favore di mio padre passavano tutte tramite i conti e le cassette dello Ior». Intrecci e tracce che portano anche in questo fazzoletto di Abruzzo tranquillo e fertile. Lo stesso dove solo di recente si sta disvelando l’enorme potere –ancora avvolto da dubbi e nebbia- di un altro “santuario” intoccabile come Finmeccanica.

Alessandra Lotti  16/09/2010 9.13