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Riforma personale: raggiunto accordo sindacati-Regione

Le sigle hanno messo sul piatto le loro richieste

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Riforma personale: raggiunto accordo sindacati-Regione
ABRUZZO. Stretta di mano tra i sindacati e l’assessorato al Personale della Regione Abruzzo sulla legge di riforma del personale dell’Ente.

Il documento sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Direr e l’assessore individua in 15 punti i principi ispiratori che dovranno indirizzare il processo riformatore. E nasce dal timore, manifestato dalle sigle, che la riforma possa escludere le parti sociali da un confronto diretto. I sindacati chiedono non una mera rivisitazione della legge numero 77 o una sforbiciata scriteriata ma un vero e proprio stravolgimento dell’Ente Regione.

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Le parole chiavi dell’operazione sono trasparenza ed efficienza ma le sigle vogliono di più.
La riforma,secondo loro, deve passare attraverso una vera e propria ristrutturazione dell’Ente. E’ per questo che hanno chiesto di ridurre il numero delle direzioni e dei servizi, prevedendo l’accorpamento all’interno della stessa direzione e dello stesso servizio di funzioni omogenee per evitare processi decisionali frammentati e disarticolati; di mantenere ben separati i livelli di indirizzo e gestionale (per evitare che i tentacoli della politica condizionino le scelte dirigenziali); istituire un super visore, un direttore/segretario regionale (figura non attualmente prevista nell’ordinamento regionale) che coordini tutte le direzioni.
Ed è importante, secondo i sindacati, fare in modo che la pianta organica non sia la fotografia di quella esistente ma sia in continuo divenire e tenga conto di eventuali riversamenti di dipendenti dalle Province e dagli Enti strumentali, alla Regione. Particolare importanza dovrà essere riservata alla formazione del personale che dovrà seguire una scuola di formazione interregionale.
Nel testo di accordo, infine, è stata ribadita l’importanza dello strumento della concertazione per evitare situazioni di conflitto e per giungere a scelte condivise con le parti sociali, potenziando il ruolo concertativo di interpretazione di istituti e clausole contrattuali, al fine di accompagnare il cambiamento verso obiettivi di maggiore efficienza e flessibilità dell’organizzazione amministrativa.
I sindacati si augurano che la riforma «possa diventare uno dei volani strategici per il rilancio dell’economia della regione, inaugurando una nuova stagione di semplificazione dell’azione amministrativa orientata al risultato e al recupero di efficienza, razionalizzando la spesa regionale a vantaggio dei cittadini contribuenti e degli stessi dipendenti».