AMBIENTE E ENERGIA

Papa e vescovi contro le trivelle in Abruzzo: la battaglia ricomincia

La Ceam: «no al petrolio sì al Parco Nazionale delle Costa teatina»

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Papa e vescovi contro le trivelle in Abruzzo: la battaglia ricomincia
ABRUZZO. No al petrolio, sì al Parco Nazionale delle Costa Teatina. Stavolta il messaggio chiaro e forte arriva dalla conferenza episcopale Abruzzo e Molise attraverso le parole di don Carmine Miccoli, coordinatore regionale dell'ufficio di pastorale sociale Ceam.

Anche la Chiesa, dunque, ribadisce le posizioni già espresse sul caso Abruzzo e saluta con soddisfazione la bocciatura da parte della commissione Via al progetto di un impianto di estrazione della Forest Oil a Bomba. Progetti che però non sono stato affatto accantonati e che di fatto saranno nuovaemnte al vaglio delle autorità locali per la loro approvazione.
Proprio la bocciatura del progetto di Bomba ha reso giustizia, secondo Miccoli, e ha coronato la mobilitazione, fatta in questi ultimi anni, di migliaia di cittadini, associazioni, movimenti e istituzioni. «Bisogna avere il coraggio di dire no», ha detto don Miccoli, «a chi considera il profitto piu' importante della persona: e' lo stesso magistero sociale della Chiesa ad insegnarlo, indicando questa come strada da seguire, aperta alla partecipazione di tutti.Piu' di un anno fa, il 7 maggio 2011, migliaia di persone si sono ritrovate a Termoli insieme al compianto Lucio Dalla, che come tanti ha prestato la sua voce e la sua persona con generosita' e impegno, per difendere le coste abruzzesi e molisane dalla minaccia delle trivelle petrolifere».
Il prete poi è tornato a ribadire l’importanza dei parchi in generale e di quello della Costa Teatina in particolare da tempo frenato dalla volontà di amministratori e politici «centrati sugli interessi piu' egoistici e particolari». La difesa del creato e della natura da parte del prelato passa attraverso un linguaggio ecumenico ed essenziale.

«Ad un anno dal mio precedente intervento ("Parco Nazionale della Costa Teatina: un luogo per custodire in Abruzzo il futuro della creazione")», ha detto, «intendo ancora raccogliere sollecitazioni e riflessioni di tante persone, uomini e donne, che hanno a cuore la salvaguardia del creato e cercano di prendersi cura della terra nella quale viviamo. I parchi sono anche l'alternativa piu' radicale e definitiva a quella che e' stata definita la "deriva petrolifera" locale. Ancora una volta si vuol alzare forte la voce per chiedere l'istituzione di questo nuovo Parco, senza ulteriori e immotivate proroghe, senza accomodamenti interessati e ipocriti».
E nell’accodarsi alla battaglia di chi come la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna lotta per un futuro migliore in Abruzzo, don Miccoli richiama la voce del suo superiore, il papa. «L’enciclica Caritas in veritate» dice il prete, «dice che l’ obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare poverta'. Lo sviluppo economico che auspicava Paolo VI doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile».

FEBBO: IL PROGETTO ALTERNATIVO AL PARCO, È UNA REALTÀ CONCRETA
«Forse sarebbe il caso che si informasse in maniera più accurata magari rivolgendosi soprattutto ai vari portatori di interesse del territorio prima di intervenire in modo sommario su una questione così delicata come quella che riguarda il futuro della Costa teatina denominata anche dei Trabocchi».
L’assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo, replica alla lettera di Don Carmine Miccoli, coordinatore regionale dell’Ufficio pastorale sociale della Ceam
«Voglio solo ricordare – prosegue Febbo -  che le Amministrazioni comunali interessate al progetto hanno faticato non poco a produrre gli atti necessari al Ministero dell’Ambiente così da poter definire la volontà di come aderire al costituendo Parco. A proposito di partecipazione è doveroso ricordare che già nel Comune di Torino di Sangro è stato indetto un referendum popolare che si è concluso con un risultato eclatante: il 95% dei votanti ha bocciato clamorosamente l’istituzione di un Parco sul proprio territorio. Inoltre, altri Comuni (San Vito, Rocca San Giovanni e inizialmente Ortona) avevano già manifestato la loro contrarietà».
A oggi quel progetto è fermo anche in virtù dell’indirizzo espresso dal Consiglio regionale di tenere presente il Progetto Speciale Territoriale della fascia costiera promosso dalla Provincia di Chieti e finanziato con i Fondi Fas dalla Regione Abruzzo.