MARE E AMBIENTE

Abusi edilizi e speculazioni sulla costa: in Abruzzo 306 infrazioni, 431 denunce e 66 sequestri

La regione sale nella classifica del mare illegale nel 2011

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Abusi edilizi e speculazioni sulla costa: in Abruzzo 306 infrazioni, 431 denunce e 66 sequestri
ABRUZZO. Anche nel 2012 il dossier Mare Monstrum passa in rassegna i principali nemici del mare e delle coste.

Sceglie, quest’anno, di puntare il dito contro uno di quelli più micidiali: l’abusivismo e la speculazione edilizia. Dopo decenni di denunce, di battaglie legali, di campagne di sensibilizzazione, ben poco, purtroppo, è cambiato nella lotta al mattone illegale. Da questo punto di vista, l’Abruzzo si presenta come una realtà clamorosamente da arginare. Del 2011 sono 59 le infrazioni accertate, cui hanno fatto seguito 135 denunce e 20 sequestri. L’abusivismo edilizio, unito a reati come scarichi fognari non depurati, ingiustificate o illegali, rifiuti e pesca illegale, fa salire la regione di un gradino nella classifica delle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare, rispetto al dossier 2011: quest’anno l’Abruzzo si trova infatti al tredicesimo posto nella classifica generale del mare illegale, con 306 infrazioni accertate, un totale di 431 denunce e arresti e 66 sequestri; e al settimo posto nella classifica delle infrazioni per Km di costa (2,4 infrazioni per ogni chilometro). A raccontare nel dettaglio lo scenario regionale sarà lo stesso staff di Goletta verde di Legambiente quando attraccherà a Pescara e Giulianova il 2 agosto e a Silvi il 3 agosto.
«Dopo decenni di denunce, di battaglie legali e di campagne di sensibilizzazione, ben poco è cambiato – dichiara Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – Sulla costa abruzzese si continua con il consumo e la cementificazione del suolo, sotto una logica speculativa che, nonostante le ripetute segnalazioni, resta imperterrita in piedi, con il rischio, alla fine, di farci l’abitudine. Sotto gli occhi di tutti sono, ad esempio, i recenti sequestri per abusivismo e speculazione edilizi a San Vito Chietino (zona Turchino), a Vasto e a Pescara, nonché la continua lottizzazione della costa teatina con le Foreste di San Vito».


IL LITORALE DI VASTO
A fine maggio 2012 la Procura di Vasto ha disposto il sequestro preventivo del complesso edilizio residenziale in via di realizzazione denominato “Cono a mare”, a ridosso della costa. Si tratta di 178 appartamenti in costruzione e 4 ettari di terreno adiacente ai fabbricati, con sei persone finite nel mirino degli inquirenti: il committente dei lavori, il legale rappresentante della società, un tecnico privato e tre funzionari comunali. I reati contestati nel provvedimento emesso dal Gip riguardano la lottizzazione abusiva e l’illegittimità dell'intervento edilizio, poiché consistente nella costruzione di edifici multipiano in area non urbanizzata ed in assenza di un piano di lottizzazione. I fabbricati, in parte realizzati su aree delle imprese Fioroni, la società che ha realizzato la galleria ferroviaria, sarebbero stati posti sotto sequestro per difformità nell’iter seguito per il rilascio delle necessarie autorizzazioni.
Il maxi sequestro è arrivato appena 40 giorni dopo un provvedimento analogo nella stessa zona, che ha riguardato due complessi edilizi. Si tratta di una struttura sulla collina di Montevecchio, denominata “Residence Plaza”, in un’area destinata a strutture turistico-ricettive, e cinque corpi di fabbrica destinati a civile abitazione in località Canale sulla costa. 


LA CONDANNA DI LES PAILLOTES
Sabato scorso la Corte d’Appello dell’Aquila ha condannato per abusivismo edilizio su demanio marittimo il noto imprenditore della pasta Filippo Antonio De Cecco (11 mesi e 39 mila euro di ammenda) e Nicola Di Mascio (6 mesi di arresto e 24 mila euro di ammenda) per una vicenda che risale al 2007, con il sequestro preventivo del lido. Sentenza che conferma quella di primo grado, emessa dal tribunale di Pescara nel luglio scorso, relativa alla costruzione dello stabilimento Les Paillotes nel 2001, secondo i giudici illegalmente. Il primo, De Cecco, in quanto titolare, il secondo, Di Mascio, in quanto direttore dei lavori all’epoca dei lavori eseguiti. I due dovranno adesso provvedere a demolire, a loro spese, le opere ritenute abusive e, tra queste, c’è la pizzeria il Granchio, costruita all’interno dello stesso stabilimento balneare. Per gli inquirenti, dunque, lo stabilimento sarebbe stato ampliato sfruttando permessi rilasciati per effettuare invece delle semplici manutenzioni. 


IL RESORT VILLAGE DI SAN VITO CHIETINO (CH)
Nel cuore dell’istituendo parco nazionale della Costa Teatina sta per nascere il Resort Village della ditta Pagliaroli Group. Un complesso turistico di oltre 600 posti letto, insieme a seconde case, centro di talassoterapia, sala meeting, centro culturale, ristoranti, piscine e attrezzature sportive, che sorgerà – stando così le cose – in contrada Colle Foreste del comune di San Vito Chietino. «In un’area di grande valenza ambientale e paesaggistica calerà, quindi, l’ennesima colata di cemento, sottraendo altro spazio all’agricoltura di qualità», denunciano gli ambientalisti.