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Pendolari contro Morra: «vuole smantellare la tratta ferroviaria Roma-Pescara»

I viaggiatori hanno firmato una petizione contro il disservizio

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L'assessore Giandonato Morra

L'assessore Giandonato Morra

TAGLIACOZZO. Non sanno più cosa pensare i pendolari della linea ferroviaria Roma-Pescara.

Dopo «l’ennesimo incontro flop» (così lo definiscono) con l’assessore regionale ai Trasporti Giandonato Morra lo scorso 12 maggio a Tagliacozzo, le idee vanno via via diradandosi. Ma c’è chi ha la forza di lottare. 200 viaggiatori hanno sottoscritto una petizione indirizzata ai comuni abruzzesi serviti dalla linea, in modo che i propri Consigli comunali deliberino la richiesta di un intervento da parte del servizio regionale dei trasporti. I viaggiatori hanno chiesto anche le dimissioni di Morra.
I pendolari pensano «che ci sia un vero e proprio piano teso a smantellare la tratta ferroviaria Pescara-Roma per trasformarla in un’appendice della linea metropolitana Roma-Tivoli. E che la strategia passi attraverso la lenta agonia dei servizi». Non si spiegherebbero altrimenti, si legge nella petizione, «la totale inerzia degli uffici regionali del trasporto, di fronte alla possibilità di adottare misure di puro buon senso “a costo zero”, come quelle che sono state avanzate dai pendolari. Ma annunciare un progetto del genere, avrebbe un costo elettorale troppo alto dal momento che scatenerebbe forti reazioni del mondo politico e della società civile. Per questo il servizio regionale sta adottando una strategia di lunga durata impostata su un peggioramento del servizio, lento ed inesorabile con il bene stare delle forze politiche di opposizione».
Allo stesso tempo, secondo i pendolari si sta potenziando il trasporto su gomma per soddisfare la crescente domanda degli utenti insoddisfatti del servizio ferroviario. Cosi facendo, Trenitalia e i servizi regionali secondo i pendolari, «stanno creando le premesse per dimostrare, dati alla mano, come tale linea ferroviaria abbia una scarsissima utenza e sia diventata inefficiente per quanto riguarda il collegamento della capitale a Pescara. Una strategia anacronistica e terzomondista, controcorrente rispetto alle politiche dei trasporti e delle strategie delle nazioni europee più sviluppate volte a potenziare il trasporto ferroviario più ecologico e sicuro rispetto a quello su gomma».

I problemi che riguardano la tratta ferroviaria che congiunge Roma-Pescara vanno dai ritardi di 20 minuti, mezz’ora e di oltre un’ora dei tempi di percorrenza tra Roma-Avezzano rispetto a qualche anno fa, a disservizi di vario genere: sanitari mancanti, locomotive vecchie e logore.
Le richieste avanzate dai pendolari durante l’incontro a Tagliacozzo miravano a rilanciare l’offerta di Trenitalia al mattino con il treno R2371 in partenza da Sulmona ed in arrivo a Roma Termini, con due treni in partenza da Roma Termini il R3378 ed il R2376, oltre ad istituire un osservatorio permanente che rappresenti nelle sedi istituzionali le istanze degli interessati.
Sulla stessa linea si collocano le richieste avanzate più volte dal “Comitato pendolari 5.30” di Lucia Proto che per Avezzano chiede 2 treni direttissimi, in partenza alle 5:30 e alle 6:40 da Avezzano e arrivo a Roma Tiburtina rispettivamente alle 7:00 e alle 8:10, 2 treni direttissimi per il ritorno, in partenza alle 17:00 e alle 18:30 da Roma Tiburtina e arrivo ad Avezzano rispettivamente alle 18:30 e alle 20:00, l’introduzione dell’abbonamento di tipo settimanale sulla linea ferroviaria Avezzano – Roma, la creazione un abbonamento/biglietto di tipo integrato, cioè valevole sia per i mezzi ferroviari, sia per i mezzi su gomma, con prezzi convenienti per i pendolari, l’inserimento di una nuova corsa Arpa sulla linea Roma – Avezzano in partenza da Roma Tiburtina alle ore 13:30, l’anticipazione della corsa Arpa Avezzano – Roma delle ore 8:30 alle ore 8:00 (come già era precedentemente).