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«La Provincia de L’Aquila al primo posto per morti sul lavoro»

Il Consigliere Gino Milani denuncia «la mancata programmazione regionale in materia di lavoro»

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«La Provincia de L’Aquila al primo posto per morti sul lavoro»
L’AQUILA. Ne è certo il consigliere regionale Api Gino Milani: «la Regione Abruzzo non conosce i dati sugli infortuni sul lavoro». E le morti rosse (quelle sui cantieri di lavoro) si mantengono elevate qui in Abruzzo.

A suffragare la tesi di Milani, sono i dati dell’Inail che parlano di 37 casi di infortunio nel 2009, 28 nel 2010 e 21 nel 2011 a dispetto delle cifre più contenute illustrate dall’assessore con delega alla Prevenzione Collettiva nel corso dell’incontro del 20 febbraio 2012 alla presenza della commissione senatoriale. L’assessore in quella sede ha parlato di una riduzione di infortuni passati da 40 nei primi mesi del 2000 a 20 degli ultimi due anni.
L’Osservatorio della sicurezza sul Lavoro in base a dati aggiornati al 30 aprile 2012 ha collocato l’Abruzzo al terzo posto nella graduatoria in base agli indici di incidenza con 5 decessi, per una percentuale del 3,6% su 493.551 occupati annuali.
La situazione è ancor più grave se si considera il numero di decessi. Ne sono un esempio i recenti incidenti mortali che hanno macchiato la regione: quello del primo maggio a Rocca di Cambio e del 13 giugno 2012 a San Giovanni di Paganica costati la vita a due lavoratori. L’Abruzzo per il numero di morti sul lavoro si piazza secondo Milani al secondo posto nella classifica delle regioni italiane per indice d’incidenza tra numero vittime ed occupati. La Provincia di Chieti occupa la sesta posizione nell’elencodella province italiane con più decessi, nei luoghi di lavoro in rapporto agli occuparti mentre la Provincia de L’Aquila considerando i decessi tra agosto e settembre è al primo posto.


Secondo il consigliere la situazione è resa ancor più grave dalla mancata attuazione degli strumenti volti a contrastare il fenomeno. La Regione Abruzzo ha stipulato il 23 giugno 2006 un protocollo d’intesa con direzione regionale dell’Inail in materia di prevenzione e sicurezza che, ad oggi, secondo Milani, non è stato mai attuato. Inoltre il Comitato di coordinamento regionale si è riunito solo 4 volte dal 2008 ad oggi a fronte degli incontri trimestrali previsti e non è presieduto da un assessore alla Sanità o al Lavoro ma da un assessore alla Cultura con delega alla Prevenzione Collettiva.
Si aggiungono poi la grave carenza di organico e la drastica riduzione del personale Asl preposto alla prevenzione e controllo sui luoghi di lavoro.
La questione è stata oggetto di un’ interrogazione a risposta immediata all’assessore con delega alla prevenzione collettiva. E si discuterà dello stesso tema nella seduta consiliare di martedì prossimo quando il rappresentante Api presenterà un’ interpellanza.