REGIONE E SVILUPPO

Consorzi industriali: la riforma non arriva. Cgil: «rischio per le attività»

Per i sindacati urgono interventi immediati mentre la politica fa melina

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Consorzi industriali: la riforma non arriva. Cgil: «rischio per le attività»
ABRUZZO. Per la Cgil e Cisl Fp Abruzzo la situazione dei consorzi industriali va presa in mano prima che sia troppo tardi.

Le sigle invocano una riforma, in teoria già partita con la legge regionale n.23 del 29.07.2011. La norma, rimasta ancora impantanata, prevede l’istituzione dell’ Aarap, l'Azienda regionale delle Aree Produttive, che andrà a sostituire i consorzi industriali.
Al momento in Abruzzo sono presenti sette consorzi. Solo 42 comuni su 263 hanno le proprie aree industriali all'interno di un consorzio.
I problemi legati alle strutture vanno da uno squilibrio legato alla capacità di remunerazione dei propri costi d'esercizio (ci sono in pratica alcuni consorzi più virtuosi, altri meno), alla mancanza di una politica coordinata e finalizzata per l'attrazione degli investimenti alla sovrapposizione di funzioni.
Con l’approvazione di un organo unitario i consorzi diventeranno dei presidi territoriali mentre il personale sarà assorbito dall’Aarap. Al nuovo soggetto spetteranno i servizi per la sostenibilità ambientale e quelli innovativi. La Regione manterrà la funzione di progettualità e di governo del territorio mentre ai Comuni ed alle Province competerà la pianificazione e la concessione delle aree.
L'attuazione della legge era prevista in 180 giorni. In quel lasso di tempo i sette commissari dei Consorzi in carica hanno ottenuto la funzione di commissari per il riordino.
Ad oggi però si è creata uno stato di stallo, lamentano le sigle. Ed è per questo che hanno chiesto a Chiodi di rimuovere gli ostacoli e di concedere una deroga che consenta ai commissari sino alla fine del loro mandato di assumere decisioni proprie dell’ente pubblico senza rinviarle ulteriormente e di assicurare le manutenzioni di importanti e strategici impianti tecnologici.
«La situazione di precarietà che si vive all’interno dei Consorzi industriali», dicono le sigle, «rischia di far regredire un equilibrio economico che alcune strutture consortili hanno mantenuto con fatica attraverso uno sviluppo dell’attività dei servizi alle aziende».
gire ora prima che sia tardi.