L'APPALTO

Bando da 45 mln, la seconda classificata: «ribasso eccessivo per la ditta vincitrice»

La gara riguarda lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri in Abruzzo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4498

Rifiuti ospedalieri

Rifiuti ospedalieri

ABRUZZO. Ad aggiudicarsi il bando da 45 mln di euro per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri della regione Abruzzo potrebbe essere la Salvaguardia Ambientale del Gruppo Vrenna di Crotone. L'aggiudicazione è ancora parziale mentre quella definitiva ci sarà solo tra qualche settimana.


Il bando che riguarda l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento, recupero dei rifiuti prodotti dalle aziende sanitarie locali della regione Abruzzo risale al 29 marzo 2011. In lizza, secondo le notizie trapelate,  ci sono la ditta calabrese Salvaguardia Ambientale spa del gruppo Vrenna di Crotone, la Mengozzi di Forlì, la Maio Guglielmo di Lanciano; quest’ultima è l’attuale gestore della raccolta e smaltimento dei rifiuti ospedalieri abruzzesi con base ad Atessa a pochi chilometri di distanza dai 15 ospedali abruzzesi che usufruiranno del servizio.
La procedura di gara che ha fatto discutere per le sue lungaggini (l’iter si trascina da oltre un anno) è ancora in corso. La ditta Salvaguardia Ambientale si è attestata ultima per l’offerta tecnica ma ha scalzato le sue concorrenti grazie ad un forte ribasso sul prezzo di base d’asta. «Le condizioni economiche della Salvaguardia Ambientale sono assolutamente insostenibili per la nostra azienda», ha sottolineato l’amministratore unico della ditta Maio Guglielmo di Lanciano.
Non si tratta di un provvedimento di aggiudicazione definitiva. Il Comitato deve ancora pronunciarsi e alla Regione andrà l’ultima parola. Come espressamente previsto dal bando di gara, infatti, «la Regione Abruzzo e le singole Aziende Unità Sanitarie Locali della Regione Abruzzo a loro volta si riservano il diritto di non stipulare motivatamente il contratto anche qualora sia intervenuta in precedenza l’aggiudicazione». 


IL POTENZIALE VINCITORE: INCHIESTA, CONDANNA, ASSOLUZIONE
Il gruppo Vrenna, leader nel settore della gestione dei rifiuti in Calabria, è formato dalla Salvaguardia Ambientale spa, Sovreco spa, Mida srl. Il core business delle aziende è la gestione integrata dei rifiuti e le bonifiche lo smaltimento in discarica di proprietà di rifiuti pericolosi e non, il trattamento di inertizzazione. Del gruppo fanno parte anche altre società partecipate, la Ambiente & servizi Catanzaro, la Akros SpA e la Sibaritide SpA, società miste pubblico – privato impegnate nella gestione integrata nell’ambito della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
L’inchiesta "Puma" ha portato alla condanna dell’imprenditore Raffaele Vrenna socio del gruppo Vrenna ed imprenditore dei rifiuti proprietario della società «Sovreco» e titolare della discarica più grande della Calabria, quella di Columbra. Le indagini sono partite nel 2004-2005 da parte della Procura della Repubblica in Crotone e della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Come si legge in un dettagliato resoconto della Camera dei Deputati  (che riporta la testimonianza del 10 marzo 2010 del Questore di Crotone Giuseppe Gammino) «dalle indagini è emerso un rapporto paritetico di reciproco rispetto tra i mafiosi e Vrenna, che riuscivano a relazionarsi e a intendersi; rapporti che possono definirsi gelatinosi».
Ad inchiodare Raffaele Vrenna, si legge sempre nelle carte, sarebbero state alcune intercettazioni «fra lui (parente di Luigi Vrenna, detto Zu Luigi ’u Zirru, il capostipite della ’ndrina Vrenna – Bonaventura – Corigliano e boss di Crotone fino alla metà degli anni Settanta ) e un gruppo criminale di stampo mafioso operante in zona che si è occupato della costruzione abusiva di un complesso turistico a Praialonga. Dalle telefonate si assiste al tentativo da parte di questi soggetti inseriti nel gruppo criminale di proporre a Vrenna l’apertura di una ulteriore discarica a Isola di Capo Rizzuto. Ma lui non sembra essere interessato». Sarà proprio questo disinteresse a far crollare l’originaria condanna a quattro anni per il reato di associazione per delinquere.
A seguito della condanna del 9 giugno 2008, il prefetto di Crotone ha emesso numerosi provvedimenti interdittivi relativi alle principali aziende del gruppo. Solo dopo l’assoluzione  della Corte d’Appello l’attività di Vrenna ha ripreso il suo corso.
Passato a parte, restano sul tappeto una procedura di affidamento a forte rischio ricorsi ed i dubbi sollevati dalla ditta Maio.