AMBIENTE

Gas a Bomba, il ricorso Forest e la paura terremoto

Walter Caporale (Verdi) si pronuncia, la ditta risponde confutando il nesso di causalità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2112

Gas a Bomba, il ricorso Forest e la paura terremoto
L’AQUILA. E’ un Walter Caporale soddisfatto quello che prende posizione contro il ricorso presentato dalla Forest Oil al Tar regionale di Pescara.
La società di estrazione di idrocarburi ha impugnato il no della commissione Via al progetto. Il capogruppo dei Verdi ha spiegato i motivi alla base del diniego: «contrasto del progetto con il piano regionale di tutela della qualità dell’aria ed assenza nel progetto della valutazione di quantità di acqua sottratta».
Tra gli aspetti che destano più preoccupazione, secondo il capogruppo dei Verdi, vi è il rapporto causa –effetto (non ancora scientificamente provato) tra trivellazioni e terremoti. Le perforazioni possono creare sbancamenti e micro zone sismiche, secondo Caporale, «come accaduto a Cleburne in Texas dove a seguito di trivellazioni di gas naturale nel 2003 si sono verificati microsismi a partire dal 2008».
E di esempi secondo il capogruppo ve ne sono anche in casa nostra. In Emilia proprio in questi giorni la Procura di Modena ha avviato un’inchiesta su una serie di perforazioni non autorizzate nelle zone emiliane colpite dalla forte scossa dello scorso 20 maggio.
Il progetto della Forest Oil a Bomba è stato bocciato dalla Commissione Via (valutazione di impatto ambientale) il 10 aprile scorso.
Contro la decisione, la società ha presentato osservazioni nel termine previsto di 60 giorni. Tra le motivazioni addotte dall’azienda per il ricorso ci sono carenze procedurali «in quanto il provvedimento finale della Via», spiega la società, «non e’stato preceduto dal preavviso di rigetto, come previsto dalla normativa», e di contenuto «in quanto si verifica un evidente travisamento ed erroneo accertamento dei fatti». In sostanza secondo Forest la Commissione ha detto no a priori.
«Non è così», spiega Caporale, «perché le argomentazioni per bocciare il progetto di Bomba sono solide. Tuttavia, quand’anche così fosse, è preferibile ‘scontare’ questo tipo di effetto (di un no a priori) piuttosto che scontarne altri».
Intanto altre società si stanno facendo avanti sul territorio abruzzese. La Gas Plus ha avanzato un progetto di estrazione gas a San Martino sulla Marrucina, area definita altamente sismica.
Il progetto della Gas Plus dovrà incassare il sì del Corpo Forestale, dalla Sopraintendenza per i beni archiettonici e paesaggistica per l'Abruzzo, e dall'Autorita' dei Bacini di Rilievo Regionale dell'Abruzzo e del Bacino Interregionale del Fiume Sangro.

«EVIDENTE FORZATURA»
«Il tentativo di voler creare un nesso di causa effetto tra trivellazioni/estrazioni di idrocarburi e terremoti e’ un’evidente forzatura che non aiuta un’analisi scientifica e razionale di questi fenomeni, alimentando timori infondati e facendo leva sull'emotivita'», commenta Giorgio Mazzenga della Forest Oil.
«Esempi di paesi esteri come Arabia Saudita e Stati Uniti dimostrano come sia possibile svolgere una corposa attivita’ di estrazione di idrocarburi senza il verificarsi di eventi sismici di particolare rilevanza. In questa casistica non vanno certo ricondotti i microsismi, che rappresentano eventi ad elevata frequenza e che non risultano neanche percepibili dagli esseri umani».
Mazzenga assicura che l’azienda è impegnata a garantire il «costante monitoraggio della zona circostante il futuro impianto di estrazione e la diga, in cui verranno costantemente controllati tutti gli eventuali effetti connessi alla subsidenza che agli eventuali microsismi, nel pieno rispetto di tutte le normative a livello nazionale e regionale».
Per quanto concerne il permesso di ricerca di Finale Emilia, in provincia di Modena, «Forest Oil ha rinunciato allo stesso da oltre un anno, per la precisione nel febbraio 2011, dopo che lo stesso permesso era scaduto e senza avere effettuato alcuna trivellazione, neanche a livello di mera ricerca sulla possibile presenza di idrocarburi mediante rilievi sismici».
Per la società scontare con la disoccupazione il mancato via libera alla centrale Forest, come vorrebbero i Verdi, «non ci appare certo lungimirante. La consideriamo invece un'argomentazione demagogica, che punta ad ottenere un no al progetto Forest a priori, ovvero indipendente da una valutazione seria e supportata su basi scientifiche del progetto stesso. Il che rapprenderebbe lo scenario peggiore per tutti, non solo per Forest, ma per le aziende abruzzesi che perdono opportunita’ di sviluppo, e per i cittadini che perdono opportunita’ di lavoro. Un’ eventualita’ che sarebbe quanto mai importante evitare».