ECONOMIA

Abruzzo, crescono i debiti delle famiglie. Disoccupazione nella media, tiene l’export

In regione tasso d’istruzione tra i più elevati d’Italia

Redazione Pdn

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Abruzzo, crescono i debiti delle famiglie. Disoccupazione nella media, tiene l’export
ABRUZZO. In Abruzzo, al pari di quanto registrato per l'intera nazione, la ripresa dell'attività produttiva ha progressivamente perso slancio nel corso del 2011.

Tutto in relazione al rallentamento dell'economia mondiale e all'acuirsi della crisi dei debiti sovrani in Europa. Nella media dell'anno, la produzione industriale ha continuato a espandersi, pur se a un ritmo inferiore a quello dell'anno precedente, grazie alla tenuta dell'export nei principali settori di specializzazione.
Il dato emerge dal Rapporto, presentato stamane a L'Aquila, "L'economia dell'Abruzzo" a cura della Banca d'Italia. Le vendite all'estero sono cresciute del 14,7 per cento, trainate soprattutto dal settore dei mezzi di trasporto, che ha determinato oltre il 60 per cento dell'incremento complessivo, recuperando i livelli di export precedenti la crisi.
Anche in Abruzzo come nelle altre parti d’Italia, le imprese che in risposta alla crisi hanno adottato strategie di internazionalizzazione hanno segnalato in media risultati migliori. 

SETTORE COSTRUZIONI
Nel settore delle costruzioni, nonostante lo stimolo proveniente dagli interventi di ricostruzione nell'area colpita dal terremoto, la produzione ha registrato un ulteriore calo. Nel comparto privato, l'attività è stata frenata dalla perdurante flessione delle compravendite di immobili e, per l'edilizia non residenziale, dal ristagno degli investimenti delle imprese. 

RICCHEZZA NETTA SI ABBASSA
Negli ultimi anni le famiglie abruzzesi hanno inoltre visto ridursi sensibilmente il tasso di crescita della propria ricchezza netta. Nell'ambito del terziario, la ripresa dei flussi turistici in arrivo nella regione, seguita alla brusca caduta registrata nel 2009, e' proseguita anche nel 2011, seppur a ritmi piu' contenuti rispetto all'anno precedente. Gli indicatori disponibili mostrano al contrario un calo dell'attivita' nel settore del trasporto di merci.

TASSO DI ISTRUZIONE TRA I PIÙ ALTI D’ITALIA
Nel dossier si mostra inoltre come i giovani abruzzesi abbiano negli anni conseguito un grado di istruzione tra i piu' elevati in Italia. In particolare, i tassi di abbandono degli studenti risultano inferiori alla media nazionale. Il rendimento scolastico, misurato sulla base di test comparabili condotti su tutto il territorio nazionale, appare nel complesso soddisfacente, in linea con la media del Paese ma nettamente superiore a quello del Mezzogiorno. I livelli di apprendimento risultano inoltre abbastanza omogenei tra gli studenti e i diversi istituti scolastici. Anche in Abruzzo, la quota di giovani che non lavorano e non sono impegnati in attivita' di studio o formazione è aumentata negli ultimi anni, in particolare tra i giovani diplomati, ma rimane inferiore al dato medio nazionale.

CRESCE INDEBITAMENTO FAMIGLIE
 Il grado di indebitamento delle famiglie abruzzesi e' cresciuto nell'ultimo decennio, ma si posiziona al di sotto della media nazionale. Il basso livello dei tassi di interesse ha concorso a limitare il grado di vulnerabilita' finanziaria delle famiglie. Il tasso di crescita dei prestiti e' diminuito per le imprese di piccola dimensione, che a dicembre hanno fatto registrare una contrazione dell'1,3 per cento. I prestiti alle grandi imprese sono invece cresciuti del 3,5 per cento, dopo il calo dell'1,9 per cento registrato nel 2010. Lo scorso anno, le famiglie hanno aumentato gli investimenti in titoli di Stato e hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni private, azioni e quote di fondi comuni. Alla fine del 2010, quasi la meta' delle disponibilita' finanziarie delle famiglie abruzzesi risultava costituita da contante, depositi bancari e risparmio postale, un peso superiore alla media del Paese e in aumento rispetto agli anni precedenti la crisi.

DISOCCUPAZIONE NELLA MEDIA NAZIONALE
Seppure in riduzione, rimane storicamente elevata la quota degli occupati che, avendo fruito dei trattamenti della Cassa integrazione guadagni, non contribuisce effettivamente all'attivita' produttiva. Dall'inizio della crisi il tasso di occupazione e' aumentato per la popolazione di eta' piu' avanzata, anche per effetto del progressivo innalzamento dell'eta' di pensionamento; si e' invece significativamente ridotto per i piu' giovani. Il tasso di disoccupazione si e' allineato alla media nazionale nel complesso del 2011, rimanendo ancora elevato tra la popolazione giovanile. Ha registrato un forte rialzo nelle rilevazioni effettuate dall'Istat nei primi mesi dell'anno