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Abruzzo, si va verso la cremazione e le ceneri conservate in casa

Quinta commissione licenzia normativa funeraria

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 Abruzzo, si va verso la cremazione e le ceneri conservate in casa
ABRUZZO. Promozione della cremazione, possibilità di conservare le ceneri in casa o disperderle in natura, istituzione delle “case funerarie”.

Sono le novità principali contenute nel progetto di legge – primi firmatari i consiglieri Nicoletta Verì (Pdl) e Camillo Sulpizio (Idv) – licenziato questa mattina in Quinta Commissione (Affari Sociali e Tutela della Salute). Il provvedimento legislativo prevede che la Regione si attivi per «promuovere l’informazione sulla cremazione e su forme di sepoltura di minore impatto per l’ambiente, nel rispetto dei diversi usi funerari propri di ogni comunità».
L’autorizzazione alla cremazione viene rilasciata dall’ufficiale di stato civile del Comune dove è avvenuto il decesso, «nel rispetto della volontà espressa dal defunto o su richiesta dei coniugi, dei figli legittimi, legittimati, naturali, riconosciuti e adottivi, ovvero del convivente more uxorio, purché la stabile convivenza con il defunto duri da almeno due anni prima della data di decesso».
L’urna cineraria può essere destinata al cimitero, o consegnata ai familiari che possono conservarla in casa oppure disperdere le ceneri in montagna, in mare, nei laghi e nei fiumi, nel rispetto delle distanze dai centri abitati e delle altre disposizioni vigenti.
Nel progetto di legge è poi prevista l’istituzione delle ‘strutture per il commiato’ e delle ‘case funerarie’: si tratta di spazi, realizzati da soggetti pubblici o privati (oltre che naturalmente dalle imprese di onoranze funebri), per l’esposizione delle salme e per i riti del commiato. La loro fruizione è garantita a chiunque ne faccia richiesta e devono rispondere a precisi requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa statale e regionale. «Il testo di legge licenziato oggi – spiega Nicoletta Verì, Presidente della Quinta Commissione – punta a mettere ordine in una materia così delicata e particolare, rispondendo alle esigenze più volte manifestate da Asl, Comuni e imprese funerarie. Erano 11 anni che in Commissione giacevano proposte di legge che riguardavano questo settore. Siamo riusciti, grazie al contributo delle diverse forze politiche, a fare una sintesi e a presentare un unico testo che ora sarà portato in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva».