GUIDA ALL'IMU

Imu, conto alla rovescia. Ecco come si calcola e come si compila il modulo f24

Il 18 giugno la prima scadenza e sono molte le ultime novità

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Imu, conto alla rovescia. Ecco come si calcola e come si compila il modulo f24
ITALIA. Ormai manca poco. Il prossimo 18 giugno gli italiani avranno appuntamento con la prima rata dell’Imu.

C’è chi ha già preparato tutto per il primo acconto ma le novità dell’ultimo minuto di certo non mancano. Tra i cambiamenti ce n’è uno che riguarda le aliquote (la percentuale variabile che spetterebbe ai Comuni). Quest'anno per gli acconti basterà applicare le aliquote base anche se il Comune le ha già decise per conto proprio. Le aliquote fisse saranno dello 0,4% per le abitazioni principali, dello 0,76% per gli altri immobili (seconde case, case affittate, aree fabbricabili, terreni agricoli), dello 0,2% per i fabbricati rurali strumentali.
Un’altra novità riguarda il mondo rurale (terreni, orticelli e campi): gli orti coltivati per diletto, finora esenti saranno soggetti all’imposta così come i terreni, sia quelli agricoli sia quelli incolti. Continuano a godere dell’immunità da Imu i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina.
Per i fabbricati in corso di costruzione o di ricostruzione, oppure oggetto di interventi di radicale recupero edilizio, l'imposta si applica sull'area fabbricabile fino alla data di ultimazione dei lavori.
Restano invariate le date di scadenza del pagamento Imu. Per la prima casa l'importo può essere suddiviso in tre tranche con scadenza 18 giugno, 17 settembre e 18 dicembre (saldo). Per le altre abitazioni la rata va versata in due tranches in scadenza il 18 giugno e il 18 dicembre. 


CALCOLARE L'IMU E' (UN PO') PIU' SEMPLICE

Il metodo per calcolare la tassa è lo stesso, forse più semplice visto che si dovranno aggiungere le aliquote di base e non quelle decise dai singoli Comuni.
Bisognerà prima conoscere la rendita catastale dell’immobile (attraverso una visura catastale aggiornata al 1 gennaio dell'anno d'imposta o dal rogito, o anche dalla dichiarazione dei redditi, dal rigo B1 del 730 o dal rigo RB1 del modello Unico); poi moltiplicarla per 1,05 (la maggiorazione del 5% della rendita di base) se naturalmente alla rendita non è stata già  applicata  la maggiorazione del 5%. Il valore così ottenuto deve essere moltiplicato a sua volta per il moltiplicatore, un coefficiente che varia a seconda dell’immobile (ad esempio per gli uffici e studi il moltiplicatore è 80, per i negozi il moltiplicatore è 55, per i laboratori , stabilimenti balneari, immobili ad uso collettivo invece il coefficiente è 140, per i terreni agricoli e non è 135, per i terreni agricoli di coltivatori diretti o imprenditori agricolo professionali è di 110, per le abitazioni è di 160). Il tutto infine dovrà essere moltiplicato per l’aliquota base (dello 0,4 % per l’abitazione principale e dello 0,76% per altri fabbricati).
Sono molti i Comuni che sui propri siti istituzionali hanno inserito una sezione dedicata al calcolo della tassa e della compilazione dei moduli per cui il consiglio è quello di visitare il sito del proprio Comune.


GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL MODELLO F24
La compilazione del modello F24 dell’Imu sta dando gatte da pelare a molti cittadini. La difficoltà più grande sono gli spazi da riempire e quelli da lasciare vuoti.
Ecco come si fa.

Nella sezione dedicata al contribuente bisognerà inserire il codice fiscale, i dati anagrafici quindi cognome, nome, luogo e data di nascita. Il domicilio fiscale, specificando indirizzo e comune.
Quindi si può andare direttamente alla sezione “Imu e altri tributi locali”. Il primo campo da compilare è il codice comune che si trova nella visura catastale.
La voce “Variati” è da spuntare qualora siano intervenute delle variazioni per uno o più immobili che richiedano la presentazione della dichiarazione di variazione imu così come è da spuntare la silga ravv. nel caso il versamento riguardi il ravvedimento.
La voce "acconto" è da barrare se il versamento si riferisce all' acconto. Così come la voce "saldo" andrà spuntata nel versamento di dicembre.
Al campo “numero immobili” si dovranno inserire il numero degli immobili. Mentre alla voce “codice tributo” si inserirà il codice tributo relativo all'imposta Imu. Esistono diversi codici: quelli per importi che vanno interamente al comune (prima casa e fabbricati rurali ad uso strumentale) e quelli che vanno in parte al Comune, in parte allo Stato.
Il campo “rateizzazione mese di riferimento” non va compilato mentre alla voce “anno di riferimento” bisogna inserire l' anno di riferimento dell' imposta, ad esempio 2012 per quest' anno. Al campo "importi a debito versati" occorre aggiungere la cifra da pagare. Infine alla voce "importi a credito compensati" non si scriverà nulla.
Al campo "detrazione" occorrerà specificare l' importo della detrazione di cui godiamo. A seconda del tipo di pagamento scelto (unico o in due rate) o a seconda del numero di proprietari, l'importo può variare. Ad esempio nel caso di singolo proprietario della prima casa la detrazione di 200 euro spetta tutta al singolo proprietario per cui se decide di effettuare un unico versamento a giugno in questo campo si riporterà la cifra intera di 200 euro. Se invece opterà per due versamenti (acconto giugno e saldo a dicembre) la detrazione per la rata di acconto sarà di 100 euro e altri 100 al saldo di dicembre. 


PAGO L’ IMU ONLINE

I clienti BancoPostaOnline e BancoPosta Click potranno pagare l’Imu direttamente online con addebito in conto corrente o carta di credito così come i clienti registrati al portale delle Poste potranno comunque pagare online ma solo con carta di credito. Per tutti gli altri Poste Italiane ha attivato sul proprio sito Web un servizio per la compilazione online del modello F24 da stampare in triplice copia e da presentare all’ufficio postale per il versamento.


E SE PAGO IN RITARDO? L’ESPERIMENTO DELLA CGIA
Ai ritardatari nel pagamento dell’Imu sarà inflitta una sanzione variabile a seconda dei giorni di ritardo.
Secondo una simulazione effettuata dalla associazione artigiani piccole imprese Cgia di Mestre, la sanzione accumulata per il ritardo è bassa. L’associazione, infatti, ha portato ad esempio un caso base in cui un contribuente deve pagare un'Imu di 150 euro in tre rate da 50 euro l'una; se non riuscisse a versare le prime 50 euro entro il 18 giugno potrebbe comunque farlo entro 15 giorni al costo aggiuntivo di meno di 1,55 euro. Se il ritardo andasse da 16 a 30 giorni, la sanzione aumenterebbe a 1,60 euro. Se andasse dai 30 giorni fino ad un anno, la sanzione sarebbe di soli 3,13 euro. In ogni caso per ritardi o mancati pagamenti è possibile calcolare l’importo dovuto su siti specializzati compilando gli spazi.

Marirosa Barbieri