SANITA'

Centri assistenza senza accreditamenti. I vescovi si affidano a Dio e… a Chiodi

L’esercito del Signore dice basta alle «illusioni e rinvii della Regione»

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Il vescovo Valentinetti

Il vescovo Valentinetti

ABRUZZO. A.A.A. invocasi miracolo. Sull’emergenza dei centri di assistenza per bimbi e ragazzi con autismo e disabilità o vittime di abusi, a rischio sopravvivenza perché non accreditati interviene anche l’esercito di Dio: i vescovi.

I prelati abruzzesi in una lettera rivolta alle istituzioni (al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, al primo Ministro Mario Monti, al Ministro della Salute Renato Balduzzi), hanno chiesto un intervento in sostegno di queste strutture.
Non bastano più le preghiere gli impegni a parole e qualche briciola raccolta qua e là. La Curia vuole un impegno concreto fatto di soldi e di accreditamento.
Tra i centri a rischio ci sono le strutture della Fondazione “Il Cireneo”, del centro “Il piccolo Principe” del Ceis di Pescara, del centro “Primavera”di Scerne di Pineto che da un decennio garantiscono competenza ed affidabilità. La problematica è già stata sollevata di recente dal gruppo regionale del Pd al Consiglio regionale. 


«DALLA REGIONE SOLO ILLUSIONI»
La questione dei centri è assai delicata se si considera che è stata oggetto di una risoluzione in consiglio e di una legge regionale, la n.3 del 2012, che proprio al primo articolo, prevede l'accreditamento di dette strutture per il 2012. La legge poi è stata impugnata dal Governo per presunti profili di illegittimità costituzionale.
I vescovi Tommaso Valentinetti arcivescovo di Pescara Penne, Bruno Forte di Chieti-Vasto, Giuseppe Molinari de L’Aquila, Emdio Cipollone di Lanciano-Orrtona, Michele Seccia di Teramo-Atri, Pietro Santoro vescovo di Avezzano, Angelo Spina, di Sulmona Valva, Giovanni D’Ercole vescovo ausiliare de L’Aquila non perdono la speranza; ma non nutrono neanche tutta questa fiducia verso la “Regione virtuosa” di Chiodi.
Bisogna evitare, dicono, «di ricorrere ad interventi della Regione che creano solo illusioni o rinvii oltre che seri problemi economici a coloro che con queste strutture continuano a farsi carico di persone in difficoltà».
E non possono fare a meno di chiedersi come sia possibile proseguire tale benemerita attività unicamente grazie ad aleatori progetti piloti annuali e perché non si arrivi ad un accreditamento.
Delusione, rabbia, sconforto albergano nei loro cuori devoti ma non perdono mai il piglio divino persino quando dicono basta all’erogazione sporadica di quei fondi indispensabili per svolgere le terapie. Anche quest’anno, sottolineano i vescovi, «non è stato deliberato budget 2012 e quello del 2011 è stato riconosciuto ad ottobre dello scorso anno».
Loro, pur consapevoli delle difficoltà economiche dello Stato, non possono restare passivi ed indifferenti davanti a situazioni drammatiche. Per questo si appellano a Dio e sperano in un sussulto etico e forse, in cuor loro, in un vero miracolo.