INTERROGAZIONE

Fondi post neve, D’Amico: «nessun rimborso per i Comuni»

Il consigliere del Pd interroga Chiodi: «che fine hanno fatto gli impegni?»

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Fondi post neve, D’Amico: «nessun rimborso per i Comuni»
L’AQUILA. Le terribili nevicate che hanno tenuto sotto la morsa del gelo l’Abruzzo lo scorso febbraio sono ormai solo un brutto ricordo. Ma c’è ancora qualche conto in sospeso legato a quella brutta emergenza: il mancato ristoro dei Comuni che hanno anticipato di tasca propria le spese per fronteggiare l’evento.

E’ per questo che il consigliere regionale del Pd, Giovanni D’Amico ha presentato un' interrogazione a risposta immediata al presidente della Regione Gianni Chiodi ed all’assessore Gianfranco Giuliante.
Come è finita la storia? Saranno mai ristorati i Comuni che hanno anticipato le spese? Quali saranno le modalità ed i tempi e come l’assessore regionale ed il Governo nazionale intendono compensare le amministrazioni locali, ora pressate da richieste di pagamento da parte dei fornitori di servizi ed attrezzature, e che vedono aggravata la condizione economica e finanziaria dei propri bilanci?
Sono questi i quesiti posti dal consigliere D’Amico che probabilmente avrà una risposta nella seduta regionale del 5 giugno.
La Regione, ricorda D’Amico, ha approvato all’unanimità il 14 febbraio scorso una risoluzione che ha impegnato il Presidente della Giunta e l’assessore alla protezione civile ad assicurarsi che tutte le spese effettivamente sostenute dagli Enti locali per l'emergenza neve venissero riconosciute e ristorate dallo Stato; in particolare i due amministratori avrebbero dovuto chiedere l'esclusione dal Patto di stabilità per le spese sostenute dai Comuni per l'emergenza neve ed il ripristino delle infrastrutture, così come un’ apposita norma che escludesse per tale calamità, in Abruzzo e nel resto d'Italia, l'applicazione del decreto Milleproroghe 2011 che all’articolo 2 ha istituito la tassa sulle disgrazie. Secondo la norma in questione, nel caso di eventi calamitosi la regione interessata deve acquisire maggiori risorse prima tramite tassazioni aggiuntive a carico della comunità e poi tramite il fondo nazionale della Protezione Civile.
L’Abruzzo non brilla certo in puntualità per queste cose, come dimostrano anche esperienze pregresse. Per l’ alluvione che dal primo al 6 marzo 2011 ha provocato in Abruzzo danni stimati intorno a 12 mln di euro, la Regione “si è dimenticata” di chiedere al Governo lo stanziamento di fondi. I finanziamenti in questione, invece sono stati richiesti ed erogati alla Regione Marche, anch’essa afflitta dalle alluvioni.