IL TERREMOTO PERCHE'?

Lo studioso rivela: «tra le cause del terremoto anche l'opera dell'uomo»

Domenico Mastrogiuseppe basa la sua teoria su basi fisiche

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Lo studioso rivela: «tra le cause del terremoto anche l'opera dell'uomo»
L’AQUILA. Trema, si muove, “inspira” ed “espira”, “ingrassa” e “dimagrisce”. Il metabolismo di madre Terra è ballerino. Questo "effetto yo-yo" la rende irritabile tanto da esplodere, spesso, in movimenti tellurici.

Domenico Mastrogiuseppe è un fisico aquilano che ha dedicato tempo a capire che cosa faccia arrabbiare questa grande e suscettibile madre. Ha imparato a guardare la Terra come ad un grosso ventre entro cui si consumano la vita e la morte.
I suoi studi hanno scoperto che dietro i fenomeni sismici ci può essere, a volte, anche la mano dell’uomo. Di quel figlio ingrato che estraendo idrocarburi (gas e petrolio) strappa alla Terra una parte di sé.
La teoria di Mastrogiuseppe che dopo il terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila ha sentito il bisogno di cercare risposte, poggia su solide basi fisiche. 
La materia è complessa, per questo proviamo a semplificare il discorso ricorrendo ad una serie di esempi. La Terra gira intorno al suo asse più o meno velocemente. L’andatura dipende dalla distribuzione degli elementi che la compongono rispetto all’asse attorno a cui gira. Si può pensare che Madre Terra sia una donna obesa o magra.
Se togliamo massa dal centro della Terra e la distribuiamo su tutta la superficie lei si gonfia e ruoterà più lentamente. Se concentriamo la massa al suo centro allora Madre Terra sarà più snella e si muoverà con più “grazia” e velocità.
Il rallentamento della Terra comporta anche l’alterazione dell’equilibrio di due forze contenute nelle masse terrestri, quella centrifuga e quella centripeta. La prima spinge tutto verso l’esterno, la seconda attira verso l’interno.
Se la Terra è gonfia e si muove con molta lentezza, la forza centripeta tenderà a prevalere ed attirerà al suo centro tutte le masse (elementi della crosta terrestre e del mantello); è come se la Terra avesse più fame e volesse mangiare di più. E’ a questo punto che si consuma il disastro secondo l’esperto. La forza di gravità smisurata comprime tutta la enorme massa di fuoco liquido contenuta all’interno della sottile crosta terrestre che viene costretta ad assestarsi ed a fratturarsi. «Non può che essere questa l’origine dei tanti disastri che da ormai vari anni sconvolgono ogni angolo della Terra», spiega Mastrogiuseppe.


Se la Terra è più magra e veloce, sarà la forza centrifuga a prevalere.
Che c’entrano gli idrocarburi in tutto questo? Il rallentamento fino ad oggi subito dalla Terra è in realtà dovuto all’aumento di quantità di masse solide, liquide e gassose, dovute alle ormai secolari estrazioni di carburanti fossili, alla loro combustione ed alle conseguenze dell’effetto serra che ne deriva. Una volta estratti, gli idrocarburi diventano massa o contribuiscono alla massa. Ad esempio l’idrocarburo in seguito alla combustione diventa materia gassosa, incrementa l’ effetto serra che scioglie i ghiacciai e modifica la massa liquida in circolo. Con l’aumento di peso la terra rallenta e prevale la forza centripeta.
Mastrogiuseppe ha anche scritto al presidente dell’Unione europea Josè Manuel Barroso illustrando le sue teorie.
Il suo impegno oggi si spinge anche oltre con una petizione “Appello per la Terra” . Il fisico aquilano combatterà per mettere al sicuro l’irascibile madre di tutti gli uomini.
In definitiva al di là dei calcoli fisici e dei tecnicismi non è difficile pensare che le molteplici attività dell'uomo non abiano alcun influsso sul mondo che viviamo. E' altrettanto difficile credere che l'opera di svuotamento della terra che l'uomo opera da 100 anni non causi alcun effetto collaterale. E gli studi in tal senso si moltiplicano ma forse sono molto indietro e ostacolati da interessi più immediati.
Marirosa Barbieri