PREVEDERE I TERREMOTI

Forte terremoto in Emilia di 5.8 : Le previsioni errate di Enzo Boschi

Smentito nuovamente lo scienziato già a capo dell’Ingv

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I morti de L'Aquila

I morti de L'Aquila

ABRUZZO. Nessun avvertimento, nessuna previsione, anzi gli unici messaggi generici e vaticinanti dicevamo che le possibilità che ci fosse una forte scossa erano molto poche.

Si gioca tutta sulla “probabilità” la sopravvivenza dei cittadini italiani che continuano ad essere tranquillizzati da studiosi di fama mentre aumenta la lista dei terremoti distruttivi che mietono vittime.
Da una parte la scienza ufficiale continua a dire che non si possono prevedere i terremoti e, dall’altra, parte della scienza ufficiale dice che «non ci saranno nuove scosse superiori a magnitudo x» producendosi così in una previsione nella più assurda ed inconcepibile contraddizione logica.
Così è stato anche stamane alle 9.04 quando una forte scossa di 5.9 di magnitudo ha fatto tremare l’intera Pianura Padana, fino alla Lombardia. L’epicentro è stato localizzato a Modena, nei pressi di Medolla, Mirandola e Cavezzo, proprio lì dove lo scorso 20 maggio vi era stata una identica scossa sismica che ha distrutto buona parte del patrimonio artistico, e non solo, di buona parte della regione causando anche il decesso di 7 persone.
Al momento non si conosce l’entità dei danni ma ci sono numerosi problemi sia al traffico ferroviario, che in più punti ha accusato gravi ritardi con treni fermi nelle stazioni maggiori, sia al traffico telefonico. Sembra che in molte zone dell’Emilia sia impossibile comunicare con i cellulari e la rete appare sovraccarica. Ed in meno di 50 minuti vi sono già stata 7 repliche, la più forte di magnitudo 4.0.
In questi ultimi giorni non sono mancate polemiche sulla gestione del rischio sismico e si sono viste le stesse cose che già in Abruzzo e a L’Aquila si erano affacciate nel 2009. Sono fioccate le polemiche sulla previsione dei terremoti, su quello che si poteva fare e non è stato fatto per salvare vite umane, sui risultati di una relazione che allarmava la Commissone Grandi Rischi ma da questa mai divulgata pubblicamente proprio in relazione ad una forte scossa nella zona dell’Emilia.


Infine c’è stato il noto sismologo Enzo Boschi che in una intervista a Radio Montecarlo aveva assolutamente escluso con molta probabilità che ci sarebbe stata in futuro, un futuro immediato, una scossa superiore a magnitudo 5.0 come quella che già aveva creato danni.
Il geofisico già a capo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la settimana scorsa aveva detto: «ci potrebbero essere scosse pari a magnitudo 5 ma con i dati in nostro possesso escludo che ce ne possano essere di entità superiore».
Di fatto si è prodotto in una previsione dopo aver escluso che si potessero prevedere terremoti e per di più oggi sappiamo che quella previsione si è rivelata quantomeno inopportuna. 
Si è parlato di uno sciame sismico non particolarmente preoccupante anche se ogni giorno in media vi erano tra le 30- e le 40 scosse di media intensità da settimane (un giorno ne abbiamo contate anche 54). 


IL CASO AQUILANO
Esattamente come accaduto a L’Aquila dove dopo tre mesi di scosse continue, nella riunione del 31 marzo 2009 la commissione Grandi Rischi, tranquillizzò la popolazione dicendo che non vi sarebbe stato un terremoto più forte e che le probabilità erano molto scarse.
Per quei messaggi si sta celebrando un processo per individuare eventuali responsabilità penali. Boschi, Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce, ovvero i componenti della Commissione Nazionale per la Previsione e la Prevenzione dei Grandi Rischi, che si riunì 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L'Aquila sono accusati di aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani.
Subito dopo il disastroso terremoto dell'Aquila del 2009 Guido Bertolaso disse che «in una conferenza stampa Boschi ha stabilito che non era prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che si erano registrate». Boschi in relazione a ciò ha affermato «il fatto che io possa avere escluso forti scosse in Abruzzo è assurdo» e che dunque «qualcuno ha mentito», aggiungendo di aver mandato «all'Ufficio sismico della Protezione civile un comunicato sulla sequenza in atto che non può essere certo considerato tranquillizzante».
Nel gennaio 1985 Boschi fu promotore, insieme a Franco Barberi, di una segnalazione di "allarme terremoto", per la prima e per ora unica volta in Italia. In base ad analisi storico-statistiche, fece una previsione di un'imminente sisma nell'area della Garfagnana. L'allora ministro della Protezione Civile Giuseppe Zamberletti proclamò lo stato di allerta per dieci comuni, evacuando circa centomila sfollati.
Non si verificò nessun sisma e Zamberletti finì sotto inchiesta per procurato allarme.
Ad aprile 2009, invece, Enzo Boschi è stato un aspro oppositore di Giampaolo Giuliani sul tema dei precursori sismici, affermando l'impossibilità di prevedere i terremoti.