IL CASO

Uva biologica. Premi non pagati, viticoltori sul piede di guerra

Imprenditori in difficoltà, mancanza di trasparenza e risposte. Perché i ritardi?

Redazione Pdn

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Uva biologica. Premi non pagati, viticoltori sul piede di guerra
ORTONA. Quei premi erano previsti dalla legge e c’erano i contributi europei. Ma allora perché non sono stati ancora pagati?

E’ un appello in forma di ultimatum, rivolto all’assessore all’agricoltura Mauro Febbo che arriva dritto da Ortona.

«Se non ci date quello che ci spetta secondo la normativa europea sui premi all’uva biologica, siamo pronti a non pagare la prima rata dell’Imu e ad organizzare un sit-in di fronte all’assessorato regionale all’agricoltura».

Gabriele di Clerico presidente dell’Associazione “Green grapes” si rivolge così all’assessore per tutelare i suoi iscritti. Da anni infatti i produttori di uve biologiche di vari comuni della provincia di Chieti e Pescara, aderenti all’Associazione, lamentano il ritardo del pagamento da parte dell’Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura) del premio annuale previsto.

L’Unione europea indennizza infatti chi coltiva biologico con un premio di 600 euro per ettaro.

Si tratta di incentivi chiari che da anni hanno lo scopo di far aumentare le coltivazioni biologiche, cioè quelle che non sfruttano sostanze chimiche e concimi che potrebero avere effetti nocivi alla lunga su prodotti e terreno

«In questi mesi – dichiara Di Clerico - ognuno degli associati ha parlato o ha contattato l’assessorato regionale all’agricoltura, responsabile delle procedure su cui l’Agea si basa per i pagamenti, ma non ci sono state risposte. O meglio: c’è stato un  rimpallo delle responsabilità tra gli uffici Agea, l’assessorato e il Caa, ossia il centro di assistenza agricolo».

 Stanchi di questi ritardi, i produttori hanno perciò deciso di organizzare un sit-in davanti all’assessorato di Pescara e di chiedere all’assessore Febbo una risposta finale alle loro richieste.

«Il ritardo nei pagamenti – spiega Di Clerico – mette in difficoltà i produttori, va fatta chiarezza sulle responsabilità in  questa vicenda di rinvii senza spiegazioni».

Ai vari problemi che investono l’agricoltura c’è allora anche questo che come molti altri è dovuto alla mancanza di risposte chiare e forse alla mancata trasparenza delle gestione di questo settore. Sta di fatto che in questo periodo di grossa crisi economica i ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sono tra le prime cause dei problemi delle aziende.

C’è da fare in fretta dunque a chiarire.

 

FEBBO: «SOLDI SBLOCCATI PER 575 AZIENDE»
«Tutti conosciamo benissimo le problematiche legate ad Agea che é l'ente pagatore e l'unico responsabile di questa situazione», commenta l’assessore Mauro Febbo. «Purtroppo si tratta di criticità che da tempo sono note a tutto il sistema rurale regionale tant'é che ho più volte detto che l'Abruzzo si sarebbe dovuto dotare di un ente pagatore autonomo ma andava fatto prima dell'approvazione del PSR 2007/2013. E' bene ricordare che per quanto riguardo il primo quinquennio relativo al biologico, e che ha preso il via nel 2008, sono in corso di pagamento i premi per le aziende abruzzesi. Per il secondo quinquennio partito nel 2010 invece i fondi non erano sufficienti e per questo si é reso necessario stilare una graduatoria ed in questo momento si sta procedendo celermente all'istruttoria delle domande.  Per accelerare invece le procedure relative al 2011 si potrebbero pagare degli acconti prima di concludere l'istruttoria delle domande e dare così respiro alle aziende ma se non si chiude il periodo precedente non é possibile come stabilito dai regolamenti . Anche per vagliare un'ipotesi di questo genere, ho fissato un appuntamento, per martedì 29 maggio, con il direttore generale di Agea Giancarlo Nanni con il quale potrò affrontare la delicata situazione e tentare di sbloccarla. Posso comunque già dare una buona notizia visto che proprio ieri è stato firmato il Decreto che sblocca i fondi relativi alla Misura 214 del Programma di Sviluppo Rurale e grazie ai quali potremmo finanziare ben 575 aziende (che riceveranno in questi giorni il pagamento) che lavorano nel settore biologico che, ne sono convinto, rappresenta una straordinaria opportunità per la nostra regione e le sue eccezionali potenzialità».