NUOVI FONDI

Meno soldi ai partiti, più ai terremotati. Chiodi: «emergenza è finita. Il commissario non serve più»

Fondi per 160 mln che saranno direttamente assegnati ai Comuni

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Meno soldi ai partiti, più ai terremotati. Chiodi: «emergenza è finita. Il commissario non serve più»
ROMA. La Camera dei Deputati in questi minuti con una decisione molto importante ha deciso di destinare quanto ricavato dal taglio del finanziamento pubblico dei partiti per gli anni 2012 e 2013 - circa 160 milioni - a favore delle popolazioni terremotate.

In un primo momento queste risorse erano state destinate solo ai terremotati dell’Emilia Romagna, su iniziativa del gruppo PD, del capogruppo Franceschini e con la condivisione di tutti i Gruppi parlamentari si è deciso di destinare tali risorse anche ai terremotati dell’Aquila e dei Comuni del cratere.
Le risorse vengono destinate alle Amministrazioni ordinarie, cioè non al Commissario, ai fini della possibilità di utilizzarle per la ricostruzione.
«Si tratta di un segnale molto importante e significativo», ha spiegato l’onorevole Giovani Lolli, «Ancora una volta grazie alla nostra azione e grazie alla condivisione di tutte le forze sensibili del Parlamento siamo tornati a segnalare il grande problema irrisolto della nostra città e del nostro territorio».

CIALENTE: «ENTRO UN ANNO RICOSTRUIRE IL CENTROSTORICO»
Intanto proprio stamattina si è aperto a L’Aquila il secondo Salone della Ricostruzione. Il taglio del nastro oggi alle 10 ha segnato il decollo ufficiale presso l’Aeroporto dei Parchi di Preturo a L’Aquila, della più importante vetrina espositiva d’Abruzzo per il settore delle costruzioni.
«Le maestranze e le imprese sono pronte, L’Aquila deve diventare un riferimento importante per tutta la filiera dell'edilizia, un esempio di ricostruzione autonoma – ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – Entro un anno deve iniziare la sfida più difficile, ricostruire il centro storico, per farlo dovremo usare intelligenza e nuove tecnologie, nuovi materiali».
«Le istituzioni devono dare risposte», ha chiesto invece il presidente regionale dell’Ance Antonio D’Intino,  «la Regione deve recepire il decreto attuativo del 2011 dell’ex governo Berlusconi su cui scontiamo nove mesi di ritardo e che per l’Abruzzo è fondamentale per ripartire. Con questi strumenti, la filiera potrà riassorbire i 12mila lavoratori in mobilità che sono una fetta determinante del comparto».
«Faremo la legge che aspettate – ha detto il commissario– Viviamo una situazione complessa. Nulla è facile in questo momento. Per via della crisi che è l’effetto del tramonto del modello di welfare europeo e se non si agisce su quello non ne usciremo. La ricostruzione in questi tre anni c’è stata, lo si percepirà nei prossimi due anni con l’apertura di tutti i cantieri, un traguardo a cui non si sarebbe arrivati senza gli ultimi due anni impiegati a vincere la burocrazia».

CHE BELLO IL RUMORE DEI MARTELLI
«E’ bello andare in centro storico a L’Aquila e sentire la “musica” dei martelli», ha poi aggiunto Chiodi. «Finalmente i cittadini possono ascoltare con le loro orecchie che la ricostruzione è partita, anche nel cuore della città, e questo  è dovuto non ad una magia di chicchessia, ma ad una seria attività di programmazione, studio e di esame progettuale».
«A tre anni di distanza dal sisma», ha detto ancora il presidente commissario, «sono partiti i cantieri nel centro storico: in nessuna parte d’Italia è stato così. Questo significa che gli aquilani hanno lavorato bene».
Chiodi ha anche detto che «l’emergenza è finita e la logica commissariale non ha più senso di esistere perché il mio compito era quello di consentire l’avvio della ricostruzione, che finalmente è partita; quindi ora possiamo definire il passaggio di competenze agli enti locali. Devo però ricordare a chi si è lamentato tanto della burocrazia e vorrebbe che in qualche modo fosse completamente eliminata – ha concluso Chiodi – che senza i controlli effettuati finora dalla filiera oltre 460 milioni di euro sarebbero stati erogati non legittimamente, di cui 140 per il ripristino delle case B e C e ben 320 milioni per gli immobili classificati E. Apprezzo pertanto l’importante lavoro di controllo svolto in maniera efficiente ed efficace dalla filiera e dalla struttura commissariale».