L'ALLARME

A rischio i finanziamenti per i Progetti obiettivo in sanità

Chiodi convoca i sindacati

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Cesare D'Alessandro

Cesare D'Alessandro

ABRUZZO. C’è allarme sui possibili tagli dei fondi assegnati all’Abruzzo per i Progetti obiettivo in Sanità, mentre si attende con ansia il 4 giugno, l’appuntamento con il Tavolo romano di monitoraggio per le valutazioni sul Piano di rientro dai debiti.

Dei Progetti obiettivo si parlerà oggi pomeriggio in una riunione convocata dal presidente Gianni Chiodi a Pescara, con la partecipazione dei manager delle Asl. Saranno però presenti anche i vertici amministrativi dell’assessorato, i sindacati medici e quelli del comparto, oltre che Nicoletta Verì, presidente della quinta commissione regionale.
Molti i settori in cui erano stati deliberati interventi finanziati con questi fondi: cure primarie, non autosufficienza, assistenza ai pazienti in stato vegetativo, cure palliative e terapia del dolore, bio-banche, assistenza penitenziaria, prevenzione delle malattie croniche, tutela della maternità, malattie rare, volontariato, riabilitazione e salute mentale, prevenzione. L’oggetto della riunione di oggi è il blocco totale nazionale dei finanziamenti (35 mln per l’Abruzzo) previsti per i Progetti del 2012, si farà poi il punto sui fondi del 2011 bloccati perché alcune Asl li avevano dirottati verso altre spese e si parlerà anche dei fondi 2010 già erogati al 70% (24 mln): il rischio è di non ottenere il restante 30% a saldo del lavoro svolto e addirittura di restituire i soldi già riscossi. A richiamare l’attenzione su questo improvviso, possibile “buco” nei conti della sanità regionale è Cesare D’Alessandro, consigliere regionale Idv, che già in passato si è mosso proprio per mettere in sicurezza questi finanziamenti. Il problema sul tappeto sono le contestazioni del Ministero per la realizzazione dei Progetti obiettivo 2010 in Abruzzo non sarebbe stata corretta: infatti per ben due volte il Ministero ha richiamato le Asl abruzzesi a seguire le linee guida nazionali, apportando anche modifiche ai Progetti in corso. Nell’ultima Conferenza Stato-Regioni però, secondo il report dei lavori di martedì scorso, l’esame della documentazione di Abruzzo, Lombardia, Sicilia, Molise e Basilicata non c’è stato, quindi la situazione 2010 resta congelata. Sul 2011, i cui fondi furono congelati per le proteste dei sindacati, e sul 2012, con i fondi bloccati a livello nazionale, oggi pomeriggio si cercherà una soluzione. La proposta dei sindacati è di investire i soldi nei settori dove si registrano le criticità maggiori, tenendo però presente che il decreto Tremonti impedisce di erogare ai medici indennità oltre lo stipendio, come la partecipazione ad un Progetto obiettivo. Il che potrebbe essere un’occasione per recuperare lo spirito e la ratio di questi interventi a pioggia. In origine infatti i finanziamenti venivano erogati o nei settori in difficoltà o per improvvise emergenze. Poi pian piano questi progetti sono diventati una specie di voce dello stipendio, senza grossi risultati pratici sui malati.
Sebastiano Calella