ECONOMIA

Commercio Abruzzo: 26 aperture domenicali e 4 festive

Il ddl di modifica: fino a 10 aperture ulteriori per eventi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2124

Alfredo Castiglione

Alfredo Castiglione

ABRUZZO. La proposta di legge regionale, appena approvata in Giunta è stata condivisa da Confcommercio, Cna commercio, Filcams Cgil, Confesercenti e Fisascat Cisl.

Si introducono nuove norme in materia di commercio e si modifica la legge 11 del 2008: «questa è una risposta al Decreto sulle liberalizzazioni messo in campo dal Governo», ha commentato il vice presidente della Regione ed assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione.
In questo progetto di legge viene ribadita la volontà della Regione di proseguire con il blocco della grande distribuzione per un periodo di 48 mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge regionale 17 del 2010. Inoltre, viene stabilito che le giornate di apertura nei giorni festivi e/o domenicali saranno 26 più 4, con una integrazione fino a 10 giornate in più solo per esigenze del territorio e della collettività in relazione a specifici eventi o iniziative di promozione del commercio.
 Con tale normativa si è voluto, in sostanza, ribadire il principio della competenza della Regione a legiferare e a decidere in materia di commercio e quindi in materia di disciplina degli esercizi commerciali così come prevede l'articolo 117 della Costituzione.
«Mi sento in sintonia con tanti commessi e con i piccoli e medi commercianti e anche con persone impegnate nella grande distribuzione - ha proseguito Castiglione - che ritengono che tra la liberalizzazione selvaggia e l'eccessiva burocrazia ci sia lo spazio per una regolamentazione ragionevole che tuteli tutti coloro che animano il settore. Credo che la legge regionale - ha continuato - che regola le aperture dei negozi avesse raggiunto un saggio equilibrio tra la necessità di vendere e la libertà di godersi il riposo dei lavoratori del commercio. La normativa nazionale, invece, cancella tutte le tradizioni».
 Castiglione è consapevole del fatto che si possa innescare una sorta di guerra del commercio destinata a finire nelle aule di tribunale ma è altrettanto sicuro che a dettare le regole sia la legge attualmente in vigore. «Certamente - ha concluso l'assessore - i problemi del commercio non sono solo riconducibili alle aperture domenicali e/o festive ma sono connessi anche al credito, alla formazione ed ai servizi».
Ora il testimone passa la quarta commissione del Consiglio regionale che sarà chiamato ad approvare questo progetto di legge. Intanto, anche in conferenza stampa, Confcommercio, Cna, Conferesercenti, CGIL, Fisascat Cisl e Cna Commercio hanno voluto ribadire il plauso per questo intervento della Giunta regionale «che va nella direzione di riequilibrare la situazione tra piccola e grande distribuzione».

RIDUZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE
Grazie ad una battaglia condotta dalla Federazione Italiana del Settore Moda, ovvero l’associazione nazionale dei negozi d’abbigliamento e calzature aderenti a Confesercenti, si aprono le strade per una riduzione degli studi di settore per 1.754 negozi appartenenti a sei categorie (codici Ateco 47711, 47712, 47713, 47715, 47721, 47722).
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze individua e aggiorna le cosiddette “aree gravitazionali degli outlet”, ovvero le aree di mercato influenzate dalla presenza di queste strutture commerciali. E in Abruzzo si aprono le porte alla riduzione degli studi di settore – di quel sistema cioè che rileva i parametri fiscali delle imprese e dei liberi professionisti, alla base dell’elaborazione di quanto dovuto al Fisco in base alla stima dei ricavi – per 1.754 negozi d’abbigliamento esistenti nel raggio di 90 minuti di percorrenza dall’outlet di Città Sant’Angelo. «La Fismo-Confesercenti ha condotto una battaglia in tutta Italia perché venisse riconosciuto che la presenza degli outlet modifica profondamente il tessuto commerciale e produttivo dei territori – sottolineano il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli, il direttore Enzo Giammarino ed il responsabile del coordinamento Confesercenti Camere di Commercio Patrizio Lapenna – e ora si aprono le strade per una riduzione per tutti quei negozi inclusi nell’arco di 90 minuti di percorrenza dall’outlet. Si tratta di una vittoria importante, che riconosce quanto centri commerciali e outlet incidano profondamente e strutturalmente nella capacità delle imprese locali di produrre reddito e occupazione». Ora l’Agenzia delle entrate dovrà recepire la normativa.