IL QUESITO

Abruzzo, Imu e case di terra. «Quali misure per questi immobili?»

Il presidente di Associazione Terrae ha chiesto agevolazioni per le strutture

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Abruzzo, Imu e case di terra. «Quali misure per questi immobili?»
CASALINCONTRADA. In teoria sono case, in pratica non si sa bene come classificarle. Si tratta delle case di terra, un patrimonio immobiliare antico e storico che tappezza buona parte dell’Abruzzo. Alcune sono dismesse, altri sono ruderi, altre ancora sono state riadattate.

Come saranno dunque considerate ai fini dell’Imu? L’imposta sugli immobili coprirà anche questi edifici ed in che misura?
Sappiamo che sui ruderi non è prevista l’Imu. Gli immobili classificati in categoria F2 (unità collabenti), infatti, continueranno a mantenere la rendita pari a zero, con conseguente esenzione dall’applicazione del tributo, alla stregua degli immobili posseduti dalle fondazioni bancarie, esenti poiché utilizzati per le attività istituzionali da enti non commerciali. Ma non si sa bene a quale categoria appartengano le casette in questione visto che in questi anni nessuno, a parte i proprietari, si è preso la briga di occuparsene in maniera adeguata.
Per stare più tranquilli Gianfranco Conti, presidente Associazione Terrae onlus che da tempo coordina le attività del CeDTerra del Comune di Casalincontrada, ha chiesto al sindaco di Casalincontrada, alla Regione Abruzzo ed ai Presidenti delle Province Abruzzesi di introdurre una regolamentazione specifica nell’applicazione dell’Imu che tenga conto della specificità di questi edifici tradizionali.
«La Pubblica Amministrazione deve dialogare per evitare un’applicazione fredda dell’Imposta», è stato l’appello del presidente.
Le case di terra sono un simbolo della cultura rurale del ‘900 nelle nostre campagne e nelle periferie urbane; in molti casi versano in stato di abbandono, in altri sono state curate ed usate come rimessa. I proprietari di queste case sono diventati di fatto i “custodi” della biodiversità testimoniata da questa architettura.
«La Regione Abruzzo nel 1997-99», ha detto Conti, «ha proposto un censimento individuando circa 800 case sul territorio di 42 Comuni di cui solo il 10/15%, allora, ancora abitate. Solo in alcuni casi è stato recepito dai Comuni ed inserito nei programmi urbanistici per il recupero, la salvaguardia e la tutela. All’azione di stimolo a suo tempo intrapresa dalla Regione Abruzzo per la salvaguardia e la valorizzazione delle case di terra non hanno fatto seguito nel tempo politiche coerenti di sostegno. Nonostante ciò alcuni Comuni e alcuni privati hanno attivato, in questi anni, risorse proprie che hanno permesso il recupero di alcune case di terra riutilizzate a fini culturali, residenziali e produttivi».
Ma i problemi legati alle strutture sono ancora tanti. Dalla questione della rifunzionalizzazione degli immobili, all’inserimento di alcune case di terra nel paesaggio abruzzese in un sistema museale all’aperto.
Oggi, con l’imposta Imu, fa presente Conti, «questo patrimonio immobiliare storico, senza alcuna agevolazione di “rilevanza fiscale” rischia un’ulteriore depauperamento e abbandono».