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Crab, cassintegrati contro Febbo: «disgustati dalle sue parole»

I dipendenti spiegano la loro “verità”

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Crab, cassintegrati contro Febbo: «disgustati dalle sue parole»
AVEZZANO. «I dipendenti Crab sono disgustati dalle parole dell’assessore Febbo».

Così i lavoratori del consorzio per le ricerche applicate alla biotecnologia reagiscono dinanzi alle dichiarazioni dell’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Mauro Febbo rilasciate a mezzo stampa. L’assessore avrebbe addebitato le cause della cassa integrazione in cui versano 26 lavoratori del Crab, «ad anni di gestione allegra». Ma i dipendenti non ci stanno e rispondono a stretto giro.
La querelle, se così si può definire, riguarda il Crab, un consorzio fondato con una disposizione del Ministero Casa Mezzogiorno nel 1984 e la cui struttura è stata affidata alla Regione Abruzzo che ne detiene la nuda proprietà.
Il Centro di Ricerca funziona così: presenta progetti di innovazione, li sottopone alla Regione che decide di finanziarli e l’importo da investire. Il Consorzio però anticipa la somma (con il suo capitale) per poi riottenerla in seconda battuta dall’Ente. Da qualche anno, però, stando alle dichiarazioni del personale, la situazione è cambiata. Il Crab non ha più risorse per coprire i progetti e la Regione, per problemi di cassa, non restituisce quanto anticipato con la conseguenza che i lavoratori sono rimasti senza stipendio e costretti alla Cassa integrazione. La soluzione che il Crab invoca da tempo è la ristrutturazione dell’Ente attraverso una legge che renda operativamente stabili le strutture di Ricerca e Sviluppo. Ed agli inizi l’idea era di fare una fondazione che raggruppasse i tre Consorzi regionali così da avere un risparmio di spesa. Ma con la Giunta Chiodi la proposta (che aveva visto già lo stanziamento di fondi) è stata abrogata.
Secondo l’ingegnere del Crab Pierangela De Berardis, «Mauro Febbo si sarebbe fatto carico di presentare la proposta di legge senza però mai sottoporla in Regione».
Di tutt’ altro tenore, è invece la tesi dell’assessore che imputa al Crab le responsabilità di mala gestione.
«La Cassa integrazione», ha dichiarato Febbo, «non è certo determinata da responsabilità dirette da questo Governo Regionale ma purtroppo è il frutto di anni pregressi di gestione allegra e a cui va sicuramente aggiunto il taglio dei trasferimenti operato dal Governo centrale. Questa amministrazione regionale ha sempre chiesto ai Centri di ricerca e a tutti gli enti strumentali di cambiare rotta, puntando su una gestione efficiente e coerente con le professionalità a disposizione, e di lavorare attingendo a fondi che non siano solo ed esclusivamente quelli elargiti e/o trasferiti dalla Regione».
L’assessore ha poi precisato che la Regione ha messo a disposizione dei Centri di ricerca la Misura 124 del Programma di sviluppo Rurale che prevede fondi per 7 milioni di euro di cui potrà godere anche il Crab.
Ma i dipendenti non ci stanno e chiedono dove siano gli atti di assegnazione dei 7 milioni di euro destinati ai Centri ed in cosa consista la gestione allegra, visto che i dipendenti non prendono regolarmente lo stipendio dal 2009.
«Dov’era l’assessore durante questi anni (2009-2011)?», hanno chiesto i lavoratori, «e perché non è mai intervenuto per bloccarla? Che fine ha fatto fare ai fondi assegnati alla Fondazione, il cui disegno di legge ha abrogato? Perché non porta il nuovo disegno di legge, come promesso più volte, in discussione alla giunte regionale? Quale strada ha indicato per metterci in collegamento con le imprese riguardo la misura 124 del Psr ? Perché il Crab, che ha sempre intercettato fondi nazionali ed europei sin dalla sua nascita, ha interrotto tale modalità proprio dopo l’insediamento di tale giunta regionale? Perché non ha avuto il coraggio di incontrare faccia a faccia i dipendenti il 16.05.2012 presso il Polo Agire per un confronto diretto, trincerandosi dietro dichiarazioni propagandistiche?».