TERREMOTI E RESPONSABILITA'

Clamoroso: Enzo Boschi prevede i terremoti: «escludo scosse superiori a magnitudo 5»

Imputato a L’Aquila per aver tranquillizzato la città analizza il caso Emilia Romagna

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 Clamoroso: Enzo Boschi prevede i terremoti: «escludo scosse superiori a magnitudo 5»
L’AQUILA. Possibile che non si sia imparato nulla dall’esperienza tragica del sisma de L’Aquila?

Il terremoto dell’Emilia Romagna sta sconvolgendo tutto il nord Italia. Gli scienziati della Penisola analizzano il fenomeno, cercano di spiegare cosa è accaduto. Questa mattina alle 8.30, nel corso di una intervista radiofonica con Radio Montecarlo Enzo Boschi, il geofisico già a capo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia all’epoca del terremoto che ha sventrato L’Aquila, azzarda una previsione: «ci potrebbero essere scosse pari a magnitudo 5 ma con i dati in nostro possesso escludo che ce ne possano essere di entità superiore».
Dunque Boschi, che per mesi a L’Aquila, nella fase pre sisma e post sisma, ha sempre escluso che si potessero fare previsioni sui terremoti, se l’è presa insieme a molti altri con chi invece la pensava diversamente, si è lanciato lui stesso in una previsione arrivando ad escludere l’ipotesi che possano arrivare scosse distruttive. Fa specie non solo il contenuto delle affermazioni dello studioso, che cade con tutti e due i piedi in contraddizione, ma anche il momento in cui vengono pronunciate queste parole, cioè in piena emergenza. Allora i terremoti si possono prevedere oppure no? Bisogna credere allo studioso Boschi oppure no? Ma soprattutto se i terremoti si possono prevedere allora si possono evitare anche le vittime. Perché non lo si è fatto finora?
La storia sembra ripetersi, quella stessa drammatica storia che oggi vede sul banco degli imputati nel capoluogo abruzzese 7 componendi della Commissione Grandi Rischi, accusati di aver compiuto analisi superficiali, aver dato false rassicurazioni agli aquilani prima del 6 aprile 2009 e non aver valutato correttamente lo sciame sismico causando la morte di 309 persone. Già nelle scorse ore Boschi, in qualità di esperto, aveva detto che «secondo le nostre conoscenze nella pianura padana quella registrata è la scossa di intensità più forte pensabile per quelle zone».
Perché lanciarsi in previsioni e magari tranquillizzare i terremotati? A chi giova?
Come disse Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, in una telefonata intercettata con l’ex assessore Daniela Stati, meglio non lanciarsi in ipotesi perché il terremoto è imprevedibile.
«Però devi dire ai tuoi», disse Bertolaso a Stati, «di non fare comunicati che dicono che non faranno nuove scosse perché queste sono delle cazzate. Non si dicono mai queste cose quando si parla di terremoti. E’ uscita una agenzia che dice ‘non sono più previste altre scosse’ ma questa cosa non si dice mai Daniela, neppure sotto tortura».
Questa volta Boschi dice che le scosse potrebbero arrivare, ma non superiori a magnitudo 5. Si tratta comunque di previsioni ma su quali basi lo dice? Come fa a prevederlo se per mesi gli scienziati di tutta Italia, e anche lui in prima persona, hanno dato addosso all’esperto Giampaolo Giuliani che sosteneva che tramite le emissioni di radon fosse possibile prevedere terremoti?
Le testimonianze dei parenti delle vittime del 6 aprile che hanno sfilato fino a qualche giorno fa alle udienze del processo Grandi Rischi hanno dimostrato che la gente si fida di quello che dicono gli esperti e che in molti si erano sentiti rassicurati dalle dichiarazioni a mezzo stampa dei tecnici. In molti a L’Aquila decisero di non abbandonare le proprie case proprio sulla scorta di certe affermazioni.
Dunque dalla logica non si sfugge: se i terremoti possono essere previsti allora chi è preposto a compiti di protezione civile ha gravissime responsabilità perché le morti di questo e tutti gli altri terremoti potevano essere evitati. Se i terremoti non si possono prevedere c’è qualcuno che non ha imparato proprio nulla dalle disgrazie altrui.