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Terremoto Emilia Romagna, continua lo sciame sismico: 17 scosse nella notte

Tremila sfollati. Soccorsi giunti anche dall’Abruzzo

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Terremoto Emilia Romagna, continua lo sciame sismico: 17 scosse nella notte
EMILIA ROMAGNA.Continua anche nella notte lo sciame sismico che da più di 24 ore sta interessando l'Emilia.

Per gli abitanti è una notte difficile, spesso lontano dalle case. Una forte  scossa è stata avvertita dalla popolazione tra le province di Ferrara e Modena. Le località prossime all'epicentro sono Bondeno e Sant'Agostino (Ferrara), e Finale Emilia (Modena). Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 1.04 con magnitudo 3,7. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.  Prima, la terra aveva tremato alle 0.22. Le località prossime all'epicentro sono Vigarano Mainarda, Mirabello, Poggio Renatico e Bondeno. L'evento sismico ha avuto magnitudo 3.6. Scosse più modeste all'1.23 (magnitudo 2.3), 1.53 (2.7), 2.04 (2.6).
Poi ancora 12 scosse: alle 2.55 (magnitudo 2.2), alle 2.46 (magnitudo 2.7), alle 3.03 (magnitudo 3.5), alle 3.08 (magnitudo 2.3), alle 3.25 (magnitudo 2.1), alle 3.58 (magnitudo 2.3), alle 3.59 (magnitudo 2.5), alle4.35 (magnitudo 3.1), alle 4.54 (magnitudo 2.4), alle 4.57 (magnitudo 2.3), alle 5.53 (magnitudo 2.2), alle 6.08 (magnitudo 2.4).
Storicamente a Ferrara ci sono stati altri terremoti importanti. «Il primo di cui abbiamo notizia -spiega la sismologa Concetta Nostro- è del 1570 di magnitudo 5.5, poi nel 1987 di magnitudo 5.4 a circa 40 chilometri da quello di oggi».
Si tratta di un sisma che ha origine dall'arco di Ferrara e sono state coinvolte più faglie. «Ha riguardato sicuramente un'area più vasta di una sola faglia -dice il sismologo Luca Malagnini- perché per una sola faglia parliamo di un'estensione di circa 10 chilometri e invece il terremoto si è esteso per 30-40 chilometri almeno. La falda dell'Appennino avanza sotto alla Pianura Padana, comprimendosi e rialzandosi lungo un fronte che ha la forma di un arco e dove si concentra la pericolosità sismica e quando si rompe una faglia  gli epicentri delle scosse si distanziano di una decina di chilometri l'uno dall'altro. Ma stavolta le scosse coprono un fronte di oltre 30 chilometri. Segno che a rompersi è stata più di una faglia».
A non escludere altre scosse di magnitudo elevata è il sismologo Warner Marzocchi, mentre il funzionario di sala sismica Claudio Chiarabba parla di un fenomeno che potrebbe continuare ancora «almeno per le prossime tre settimane».


SOCCORSI ANCHE DALL’ABRUZZO

E A Finale Emilia nelle ore scorse è arrivato anche Marco Papponetti, il responsabile del Comitato italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, che fa capo alla colonna mobile della Protezione civile abruzzese e che ha sede a San Giovanni Teatino. Si tratta di un nucleo di prima partenza, che si muove appena avuta notizia di un’emergenza e ieri mattina alle 6 era già in viaggio da Chieti verso Ferrara, la zona assegnata per i primi sopralluoghi. Il loro compito è di valutare, una volta sul posto, le condizioni della popolazione e degli edifici e poi di riferire delle necessità alla Protezione civile di riferimento. «Il progetto iniziale era di evitare il montaggio delle tende – spiega Papponetti – anche perché la Provincia di Ferrara era riuscita con i suoi mezzi ed i suoi piani ad affrontare la prima emergenza, ma le persone in strada sotto la pioggia sono moltissime, soprattutto dopo questa ultima scossa serale. I centri storici hanno subìto molti danni, le case in cemento armato meno. Ma la paura è aumentata ed abbiamo dato il via al montaggio delle tende. Per la notte riusciremo a predisporre circa 300 posti letto. Intanto sono  in arrivo le colonne mobili».


7 MORTI

 I morti sono sette, sei dei quali nel Ferrarese e uno in provincia di Bologna, una cinquantina i feriti lievi nel Modenese, tra cui un vigile del fuoco, e circa tremila sfollati che dovranno trascorrere la prossime notti in albergo o nelle tendopoli allestite dalla Protezione civile, sotto un cielo livido di pioggia. Incalcolabili al momento i danni, per i quali martedì il Consiglio dei Ministri dichiarerà lo stato di emergenza, mentre si susseguono le scosse dello sciame sismico.


NO SOLDI PER CALAMITA’

E in queste ore c’è anche un grosso dubbio. Lo Stato aiuterà le popolazioni terremotate con lo stanziamento di fondi? ll decreto Legge in vigore dal 17 maggio scorso ha introdotto una novità non di poco conto: lo Stato non risarcirà gli italiani per i danni causati dalle calamità naturali.
Entro 90 giorni dal 17 maggio, giorno in cui è entrato in vigore, dovranno essere stabiliti, mediante un regolamento, "modalità e termini" per l'avvio del nuovo regime assicurativo, sulla base di criteri presenti nello stesso decreto, uno fra i quali è "l'esclusione, anche parziale, dell'intervento statale per i danni subiti da fabbricati" e "incentivazioni di natura fiscale" per chi si assicura. In questo periodo di transizione in cui modalità e termini non sono ancora stati messi nero su bianco come si agirà?