TRASPARENZA

Fira, il presidente Micucci: «non siamo obbligati alla trasparenza»

Per Rocco Micucci la finanziaria regionale è immune dalle norme imposte alle Pubbliche amministrazioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4805

Rocco Micucci

Rocco Micucci

ABRUZZO. Trasparenza in casa Fira? No, grazie. Per il presidente Rocco Micucci le norme sulla trasparenza amministrativa possono restare sulla porta perché la finanziaria regionale abruzzese non è una pubblica amministrazione ma una società mista pubblico-privata.

E’ quanto emerge da una missiva che il presidente ha inviato al consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, in risposta ad alcune richieste.
Ma la società non gestisce forse soldi pubblici? Può in tal caso esimersi dalle norme sulla trasparenza?
La Fira è lo strumento della Regione Abruzzo che eroga agevolazioni e servizi alle imprese attraverso bandi che prevedono la gestione di fondi europei, nazionali e regionali. Si tratta di una società per azioni partecipata al 51% dalla Regione Abruzzo, e per il 49% da istituiti di credito privato. Dunque il socio di maggioranza è un ente pubblico, così come i danari che vi girano.
In una lettera, del 22 febbraio 2012, il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha rivolto a Micucci tre domande. Con la prima ha chiesto copia del documento che attestasse il versamento di 76.000 da parte di Giancarlo Masciarelli (ex numero uno della società ) alla Fira. Acerbo faceva riferimento al “mal” affaire dei fondi docup in cui risultò invischiato proprio l’ex presidente Masciarelli, condannato poi al risarcimento .
Acerbo, poi, ha richiesto copia dell’atto di affidamento e dei costi del nuovo sito internet della Fira, chiedendo perché «sul sito manchi la sezione relativa alla trasparenza».
Sul primo punto, quello relativo al versamento Masciarelli, Micucci ha fatto spallucce ricordando al consigliere di bussare alla Regione, «in quanto i soldi erogati alle società sono di competenza della Regione Abruzzo».
L’Ente ha poi informato che il sito internet della finanziaria è stato realizzato dalla Rara System, per il costo di 1200 euro più iva, in continuità con il progetto sempre realizzato dalla stessa azienda sulla vetrina interattiva touch screen degli uffici Fira.
«Ci siamo avvalsi della collaborazione degli stessi», ha spiegato Micucci, «anche per questo progetto, trattandosi di attività tra di loro collegate attraverso uno specifico software di sincronizzazione dati tra il portale Fira ed il dispositivo. Entrambi i sistemi hanno ottenuto un grande riscontro».
Infine sulla voce trasparenza (che dovrebbe contenere i curricula, gli stipendi ed altre informazioni sugli amministratori, oltre a notizie dettagliate su delibere ed atti), il presidente ha ricordato che la direttiva 8 del 2009 del Ministero per la Pubblica Amministrazione ed Innovazione (quella sulla trasparenza amministrativa online per intenderci), è rivolta esclusivamente agli enti pubblici (Stato, Regioni Province, Comuni, comunità montane e loro consorzi associazioni, istituzioni universitarie, camere di commercio, industria, artigianato) e non a società a capitale misto privato, come la Fira. La finanziaria, infatti, spiega Micucci, è iscritta al registro delle imprese di Pescara, per l’ esercizio di intermediazione finanziaria e fornisce servizi destinati ad essere collocati in regime di libera concorrenza con conseguente non applicazione delle regole sul procedimento di evidenza pubblica.
«E’ evidente», scrive, «che la società per azioni a capitale misto non rientra nel novero delle amministrazioni pubbliche sicchè nei confronti della stessa non è applicabile la direttiva 8/2009 (sulla trasparenza)».
m.b.