OMOFOBIA

Abruzzo omofobo? Acerbo e Saia: «la nostra legge nel cassetto»

Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Ci) hanno interrogato il presidente Chiodi

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Antonio Saia

Antonio Saia

L’AQUILA. Nella giornata internazionale contro l’omofobia, indetta ogni anno dall’Unione Europea, i consiglieri Maurizio Acerbo ed Antonio Saia, “rinfrescano la memoria” al presidente Chiodi.

«Che fine ha fatto il nostro progetto di legge regionale “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” presentato due anni fa?», si chiedono i due, «e la l'articolo 47 della finanziaria che contiene un’importante norma contro le discriminazioni sessuali? Perché non è stato reso attuativo dalla Giunta?».
Per i consiglieri, che hanno presentato un’interrogazione, la Regione «è inadempiente» e poco accorta a questo tema.
Eppure l'articolo 47 della finanziaria parla chiaro e contiene un’importante norma contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o comunque dal mancato riconoscimento giuridico delle coppie di fatto.
«Chiunque abbia raggiunto la maggiore età», recita la norma, «può designare una persona che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura per ogni esigenza assistenziale e psicologica del designante e a cui gli operatori delle strutture pubbliche e private socio-assistenziali devono riferirsi per tutte le comunicazioni relative al suo stato di salute». I gay, le lesbiche ed i transessuali potranno quindi designare una persona anche non consanguinea (ad esempio il/la compagno/a) quale referente da informare sulle condizioni di salute e sulle terapie mediche in caso di ricovero o malattie.
Le modalità di designazione, seguita la disposizione, «sono definite con regolamento proposto dalla Giunta regionale» che dovrà quindi procedere alla sua approvazione.
«Questa giornata», hanno ricordato Acerbo e Saia, «rispecchia i principi costitutivi sia dell'Unione Europea sia della Costituzione italiana: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, l'uguaglianza fra tutti i cittadini e la non discriminazione. Quasi superfluo sottolineare che la Regione Abruzzo non ha promosso alcuna iniziativa per la ricorrenza, a testimoniare la scarsa sensibilità del ceto politico nostrano».