IL NUOVO REBUS ITALIANO

Ecco come si calcola l’Imu: i mille dubbi degli italiani

Critiche, consigli e risposte sulla nuova tassa

Redazione Pdn

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   Ecco come si calcola l’Imu: i mille dubbi degli italiani
ITALIA. Tra quasi un mese (entro il 18 giugno) gli italiani saranno chiamati a versare la prima rata dell’Imu (Imposta Municipale Unica) sui beni immobili. La tassa sostituisce sia l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'Ici, introdotta nel 1992 e presto diventata una delle entrate più importanti nel bilancio dei Comuni.
Ma la nuova imposta che sta tanto facendo discutere (per i suoi calcoli astrusi, le agevolazioni previste e non) funziona un po’ diversamente rispetto alle care vecchie sorelle imposte.
Quali sono le differenze? L’Imu costerà di più rispetto all’Ici? Quali sono le agevolazioni per i contribuenti? Ecco alcuni consigli pratici per far fronte al nuovo balzello.

GUIDA ALL’IMU

Per sapere quanto dovrò pagare di Imu devo partire dalla rendita catastale del mio immobile (il valore fissato per il mio bene), esattamente come facevo per il calcolo dell’Ici. Una volta conosciuto il valore base della rendita catastale devo poi moltiplicato per il 5% (parametro di rivalutazione immobile) e poi per 160 (coefficiente moltiplicatore fissato per l’Imu).
Come faccio a conoscere la rendita (cioè il mio punto di partenza per calcolare l’Imu?). La rendita si può visionare su una visura catastale aggiornata al 1 gennaio dell'anno d'imposta o dal rogito, o anche dalla dichiarazione dei redditi, dal rigo B1 del 730 o dal rigo RB1 del modello Unico; in questo caso c’è da fare attenzione perché nell'Unico si indica la rendita già rivalutata del 5%, nel 730, no.
Ma non finisce qui. La seconda parte dei calcoli vede entrare in scena i Comuni. L’Imu può essere fissata da ciascun Comune aumentando o diminuendo l'aliquota ordinaria.
Le aliquote di base sono dello 0,4% sulla rendita catastale della prima casa e dello 0,76% per le altre abitazioni e gli immobili urbani non residenziali.
I comuni possono alzare o abbassare le aliquote di due punti decimali partendo da 0,4% per la prima casa (l’aliquota così oscillerà dallo 0,2 allo 0,6%) e di tre punti decimali per le altre abitazioni (il range oscillerà dallo 0,46% all’1,06%).
Sull'abitazione principale è però riconosciuta una detrazione di 200 euro, più un ulteriore abbattimento di 50 euro per ogni figlio convivente (e non necessariamente a carico) di età inferiore ai 26 anni.
Tirando le somme l’Imu rispetto all’Ici mi costa di più (infatti per l'imposta in vigore fino allo scorso anno la rendita catastale originaria per gli immobili residenziali il moltiplicatore era 100; nell'Imu invece il coefficiente moltiplicatore, è salito a 160) e si paga anche sulla prima casa, cosa che non accadeva per l’Ici.

L’IMU IN CASA ROSSI
Per semplificare le cose, ecco un esempio di Imu a carico di una tipica famiglia italiana.
Il signor Rossi è sposato con la signora Bianchi e vivono in una casa, in comproprietà, a Pescara con il figlio, Luca, di 23 anni.
La rendita della abitazione principale dei coniugi Rossi è di 1.000 euro. Per calcolare l’Imu, il signor Rossi deve moltiplicare 1.000 euro per il 5% e moltiplicare il risultato ottenuto per il 160 (moltiplicatore Imu).
Sul risultato che è uguale a 168.000 euro si dovrà applicare l’aliquota dello 0,4 % (quella prevista in questo comune). L’Imu che il signor Rossi deve pagare è di 672 euro.
Siccome a carico dei coniugi Rossi c’è Luca, alla cifra in questione andranno detratte 250 euro. Il signor Rossi alla fine dei conti dovrà rendere allo Stato 422 euro di Imu che diviso per le tre rate previste per il pagamento (giugno, settembre e dicembre) sarà di 140,67 euro.

COME PAGARE E QUANDO?
Entro il 18 giugno bisognerà versare il primo acconto. Per quanto riguarda l'abitazione principale il contribuente può scegliere se pagare in tre tranches (18 giugno, 17 settembre, 17 dicembre) o in due (18 giugno, 17 dicembre). Per la seconda casa e gli immobili non residenziali invece si può pagare solo in due rate, la prima delle quali calcolata sulla base dello 0,76%, la seconda, a dicembre, a saldo sulle aliquote definitive.
Si può pagare solo con il modello F24 e per gli immobili diversi dalla prima casa bisogna distinguere la quota di spettanza del comune da quella dello Stato. Infine, l’IMU 2012 andrà versata in unica soluzione (al 16.12.2012) per i fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni, che dovranno essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro fine novembre 2012.

QUANTO VA ALLO STATO? QUANTO AI COMUNI?
Le amministrazioni locali potranno incamerare per intero le entrate dell'Imu sulle prime case mentre per gli altri immobili si beccheranno solo la metà dell'aliquota prevista dalla legge. Perciò potendosi trattenere solo la metà è probabile che i Comuni tendano ad applicare il massimo sull’aliquota di base (0,6% per la prima casa e 1,06 per le altre). Più l’aumentano, più trattengono.
Il Comune può autonomamente decidere agevolazioni per particolari categorie di contribuenti o ma a sue spese.

IL CASO PRIMA CASA
La definizione di prima casa ha dato molti gratta capi ai decisori politici. Si definisce prima casa l'appartamento in cui il contribuente ha la residenza fiscale e in cui dimora abitualmente (come si farà a verificare questa ultima condizione resta un mistero, soprattutto in grandi città). Nel caso di coniugi proprietari di due prime case l'agevolazione spetta a un solo alloggio anche se il marito risiede in una casa e la moglie in un'altra.
Non è più possibile ottenere l'aliquota agevolata se si concede un proprio appartamento in comodato a un parente stretto, mentre con l'Ici era possibile. Le abitazioni intestate ad anziani ricoverati in casa di riposo sono equiparate alle abitazioni principali, purché l'abitazione non risulti affittata. Sui box si pagano gli importi della prima casa, ma l'agevolazione si può applicare a un solo box per famiglia.

ALTRI MOLTIPLICATORI
Gli immobili non residenziali hanno un metodo di calcolo dell'imponibile diverso da quello delle case: si parte sempre dalla rendita catastale rivalutata del 5% ma i coefficienti moltiplicatori sono diversi: ad esempio per gli uffici (categoria A/10, D/5) il moltiplicatore è 80, per i negozi (categoria C/1) il moltiplicatore è 55, per i laboratori (categoria. B, C/3, C/4, C/5) invece il coefficiente è 140.

UNA CARRELLATA DI DUBBI
Se la casa è in comproprietà con quote diverse a chi spetta la detrazione?
La detrazione spetta a chi vi abita come dimora del proprio nucleo familiare e non si divide in proporzione alle quote ma è procapite; ad esempio, supponiamo che, una casa considerata come prima abitazione per 2 soggetti è di proprietà per 1/3 del primo e di 2/3 per il secondo, la detrazione complessiva di 200€ spetta ad entrambi ma per il 50% ciascuno
Se la casa è disabitata devo pagare? Sì, anche se il Comune può decidere delle agevolazioni. Per le case inagibili la questione è più complessa. Si è esenti dall’Imu solo se l’inagibilità è tale da rendere l'immobile veramente inutilizzabile (ad esempio nel caso di un rudere); perciò non basta che l'acqua e/o l'elettricità siano staccate.
I terreni agricoli situati nei comuni montani sino ad ora esenti da Ici, continueranno ad essere dal 2012 esenti da Imu ?In teoria sì. In pratica il punto non sembra essere stato chiarito.
E per gli usufruttuari? Non c'è dubbio che dovranno pagare, ottenendo detrazioni (in caso di prima casa) se vi abitano stabilmente, con residenza e domicilio.

Marirosa Barbieri