economia

Ance sul piede di guerra, in Abruzzo 100 milioni di debiti

«Una situazione non più sostenibile»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2425

Ance sul piede di guerra, in Abruzzo 100 milioni di debiti
ABRUZZO. Un miliardo di crediti delle imprese pronto per essere trasformato in un decreto ingiuntivo contro l’amministrazione pubblica debitrice

Si stima che l’ammontare complessivo del debito delle imprese Ance sia di oltre 9 miliardi e che tutto il comparto raggiunga i 19 miliardi complessivi. In Abruzzo si stima che si possano superare i 100 milioni di euro.
Parte la mobilitazione del mondo delle costruzioni contro i ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione che vede riuniti insieme i costruttori dell’Ance, tutta la filiera riunita sotto Federcostruzioni, gli artigiani, le cooperative e tutto il comparto industriale delle costruzioni.
«Una situazione non più sostenibile», spiega Antonio D’Intino, presidente Ance Abruzzo, «soprattutto in un periodo di crisi così forte per il settore delle costruzioni che dall’inizio della crisi ha visto ridursi drasticamente gli investimenti (-24%) e che ha lasciato a casa oltre 380.000 lavoratori».
Accanto a questo si aggiunge una pesante stretta fiscale sulla casa che si ripercuote su tutto il settore visto che è prevista l’Imu anche su fabbricati invenduti e aree edificabili, e un sempre più allarmante razionamento del credito (in 4 anni -44,3% i mutui per investimenti in edilizia non residenziale, -38,2% quelli in edilizia residenziale).
«Quella dei costruttori non è un’iniziativa contro le amministrazioni pubbliche», assicura D’Intino, «che in questi anni sono rimaste schiacciate sotto il peso del patto di stabilità che ha bloccato di fatto qualsiasi investimento e infatti può contare sul sostegno dell’Anci, dell’Upi e dei sindacati dei lavoratori e di molte altre associazioni che sono impegnate su questo fronte. Un intero settore è in ginocchio, in Italia come in Abruzzo, per il quale è necessario trovare immediatamente una soluzione concreta, a costo di recuperare il denaro dovuto anche tramite azioni legali. In questi anni l’Ance ha fatto proposte concrete che non hanno trovato ascolto, oggi è il momento di avere delle risposte».