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Moody’s declassa la Carichieti... ma è in ottima compagnia

Scure anche su altre 25 banche italiane

Redazione Pdn

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Moody’s declassa la Carichieti... ma è in ottima compagnia
MILANO. L’agenzia di rating Moody‘s ha declassato da uno a quattro punti i maggiori colossi bancari italiani. In tutto sono 26 gli istituti finanziari finiti nel "tritacarne" di Moody’s, per quello che possono ancora valere i giudizi (ultimamente sempre più criticati) di questo tipo di agenzie.

Tra le banche della black list c'è anche la Cassa di Risparmio della Provincia Abruzzese che passa da un grado di protezione ed affidabilità medio ad un sistema con debito a rischio speculativo (punteggio da Baa3 a Ba3).
Maglia nera anche all’Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Monte dei Paschi di Siena che vedono scendere i loro punti in maniera vertiginosa.
L’agenzia di rating attribuisce ad ogni banca un indice di affidabilità. In base a questo indice (che dice se una banca è affidabile oppure no), l’investitore decide di puntare su un sistema finanziario piuttosto che su un altro.
I punteggi del breve e medio termine utilizzati da Moody’s seguono questa classifica: Aaa (livello minimo di rischio), Aa (Debito di alta qualità), A (Debito di buona qualità ma soggetto a rischio futuro ), Baa (Grado di protezione medio), Ba (Debito con un certo rischio speculativo), B (Debito con bassa probabilità di ripaga mento), Caa e Ca, (Investimento ad alto rischio), C (Realistico pericolo di insolvenza).

LE CAUSE
I motivi che hanno spinto Moody’s a pronunciarsi in maniera così negativa sulle banche italiane sono legati al fatto che i nostri istituti di credito sono oggi tra i più fragili nel consesso internazionale.
Le cause dell’andamento negativo sono: condizioni di funzionamento sempre più sfavorevoli, misure di austerity da parte dei governi, la riduzione a breve termine della domanda economica, l’accesso limitato ai finanziamenti del mercato.
In particolare l’Italia ha risentito della pesante congiuntura economica. Il PIL in Italia è ancora sotto il livello registrato nel 2007.
Poi la maggior parte delle banche italiane interessate da azioni di rating hanno già livelli di crediti problematici, ed i loro utili netti risultano indeboliti.

I VOTI NEGATIVI
Tra le altre banche che hanno perso quota c’è l’ Unicredit il cui punteggio si è abbassato a Baa2 da Baa1.
Questo abbassamento secondo Moody’s è legato alla bassa redditività, all'accesso limitato ai finanziamenti sul mercato. Ma la UniCredit, secondo l’agenzia di rating, se la cava tutto sommato bene; ha un quadro di liquidità relativamente forte, un consistente portafoglio di asset sufficienti a coprire le scadenze per un periodo significativamente superiore a 12 mesi. Moody’s ha anche sottolineato che il patrimonio di UniCredit si è rafforzato , attraverso il completamento di un aumento di capitale 7.5 miliardi di euro nel gennaio 2012.
Poi si passa all’ Intesa Sanpaolo declassata a Baa1 da A2. Moody’s ha notato che Intesa ha un consistente portafoglio di asset anche se il rischio che l'accesso al mercato avvenga con difficoltà per un periodo prolungato di tempo, è dietro l’angolo.
La Banca Imi ha perso quota passando ad A3/Prime-2, da A2/Prime-1. C’è stato un calo anche per la Banca Cr Firenze declassata a A3/Prime-2, da A2/Prime-1.Carifirenze ha registrato un A3 rating a lungo termine e registra un'aspettativa molto elevata in futuro.
La Banca Monte Parma è stata declassato a Baa1 da A3. La Monte dei Paschi di Siena è volata a Baa3 da Baa1, la Banca Italease è passata a Baa3 da Ba1. La Banca Popolare di Milano è volata a Ba2 (da Ba1). La Banca delle Marche, invece è stata declassata a ba2 da Baa2. I suoi depositi a lungo e a breve termine, sono stati declassati a Ba1/Non-Prime da Baa1/Prime-1.
La Banca delle Marche ricorre al finanziamento della banca centrale molto di più rispetto alle altre colleghe.
La Cassa Di Risparmio di Bolzano è stata declassata a BA1 da C / Baa2. mentre la Banca popolare di Spoleto è stata declassata a ba2 da baa1. Le sue valutazioni depositi a lungo e a breve termine, sono scesi a Ba2/Non-Prime da Baa1/Prime-2. Infine la Banca di credito Cooperativo Padovano è balzata da Ba2 a Ba1.
m.b.