ELEZIONI RETTORI

UdA: lunedì si decide se si vota o no per il nuovo Rettore

Si ingarbuglia la questione anche all’università de L’Aquila

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UdA: lunedì si decide se si vota o no per il nuovo Rettore
ABRUZZO. Per sapere se e quando si voterà per il nuovo rettore della d’Annunzio bisognerà aspettare almeno lunedì.

Per questa data infatti è previsto il ritorno da Parigi di Franco Cuccurullo, rettore uscente, che si è preso una settimana di vacanza per festeggiare il suo compleanno. Certo sarà dura passare dalle elezioni presidenziali francesi a quelle dell’UdA, ma urge decidere sulla convocazione del voto per il rettore e fare chiarezza sulle indecisioni dovute alle diverse interpretazioni della legge di riforma Gelmini. Due sono i partiti che si scontrano: il primo è per le elezioni subito, il secondo è quello del rinvio all’anno prossimo. Il che non è un fatto indolore, almeno per il candidato preside di Medicina: per ragioni di età Carmine Di Ilio può aspirare a diventare rettore solo in questo anno accademico, perché a 64 anni può essere in carica sei anni, la durata dell’incarico e cioè fino a 70. Il prossimo anno ne avrà 65 e quindi sarà fuori gioco. In realtà da tempo, sia privatamente che anche durante le manifestazioni ufficiali, Franco Cuccurullo ha sempre detto che dopo l’adozione del nuovo Statuto si sarebbe dimesso proprio per spianare la strada alle elezioni e consentire la candidatura del preside di Medicina. Ma è su questo punto che si incontrano le prime difficoltà interpretative, visto che la legge parla di proroga di un anno dei rettori in carica al momento dell’adozione del nuovo Statuto.

Intanto si discute su quale deve essere l’interpretazione del termine “adozione”: è l’approvazione da parte del Senato accademico o la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale? Poi si parla della proroga del rettore: significa che dopo l’adozione si deve aspettare comunque almeno un anno accademico per consentire l’entrata a regime di tutti i nuovi organismi statutari oppure la proroga è riferita solo ai rettori intanto scaduti, proprio per non procedere ad elezioni con i vecchi Statuti? Inoltre Cuccurullo non è un rettore scaduto, ma è in carica fino ad ottobre e queste elezioni sarebbero solo quelle normali, fatte però con il nuovo Statuto. Tanto è vero che la Consulta degli studenti, prevista da questo nuovo documento, è in corso di elezione e sarà pronta entro i primi di giugno. Tutto chiaro? Nemmeno per sogno: anche la Consulta è motivo di scontro e di contestazione. Secondo alcuni, le elezioni per gli studenti sarebbero state convocate in modo irregolare dai vecchi eletti e non dai nuovi e i 32 membri (i 26 eletti direttamente più i rappresentanti di diritto che oggi sono in CdA ed in Senato accademico) non potrebbero votare per il rettore. Rispondono i favorevoli alle elezioni subito: i 6 rappresentanti di diritto saranno sostituiti appena il CdA sarà rinnovato e comunque non si può bloccare la vita degli organismi universitari in attesa che tutto sia a regime. In tutto questo intreccio di norme e di interpretazioni giunge improvvisa una nota del Ministero che dovrebbe chiarire la vicenda dell’università dell’Aquila, dove le elezioni sono state convocate dal decano, ma poi il Tar le ha sospese. Ma in realtà il fronte dei rettori scaduti, prorogati, in carica o dimissionari agita tutta Italia: da Milano a Messina, passando per Parma, Viterbo e Roma Tor Vergata. Dunque l’ultima nota del Ministero dice che se «l’ultima adozione dello Statuto è avvenuta nel corso dell’anno accademico 2011-2012, il mandato dei Rettori in carica scade nell’anno accademico 2012-2013». Riguarda anche Cuccurullo? Insomma le sue dimissioni, che sembrano sicure, non hanno valore? Oppure questo gesto taglia la testa al toro e si va al voto? Il clima che si respira all’UdA è che comunque si voterà subito. Altro che Sarkò e Carlà o i festeggiamenti per Hollande sugli Champs Elisées: i problemi di via dei Vestini sembrano molto, ma molto più complessi.

Sebastiano Calella