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Cave, slitta ancora il piano. Confartigianato: «a rischio migliaia di posti di lavoro»

Per l’associazione «vincere le resistenze dell’opposizione»

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Cave, slitta ancora il piano. Confartigianato: «a rischio migliaia di posti di lavoro»
ABRUZZO. Confartigianato Pescara preoccupata per il nuovo stallo verificatosi in Consiglio regionale a proposito del mancato via libera alla ripresa dell’attività estrattiva nelle cave abruzzesi.

Una situazione d’impasse che grava su un comparto, quello delle imprese dedite all’escavazione, che incide per il 10% del PIL regionale. Un settore nel quale operano 6500 unità, che diventano 15000 se si considera anche l’indotto. In una lunga notte di Consiglio regionale, iniziata martedì 8 maggio, le forze di maggioranza hanno tentato di sbloccare la situazione, ottenendo soltanto il parziale successo di proroga delle attuali regole di Valutazione di impatto ambientale, sulle quali lo speciale comitato continuerà a lavorare. Nulla di fatto, invece, per sbloccare l’attività dei cavatori, e consentire loro di riprendere l’attività, almeno fino alla fine dell’anno, e riprendere contestualmente il lavoro per la stesura di un Piano Cave, strumento legislativo che nella nostra regione manca dagli anni 80.
Manuel Antonelli, responsabile del settore per Confartigianato Pescara, ha commentato con profonda amarezza quanto accaduto e ritiene che le 240 aziende dedite all’attività estrattive, «subiranno certamente gravi conseguenze».
«Ma c’è ancora una speranza da coltivare e viene dalla dichiarazione della consigliera regionale Federica Chiavaroli, molto impegnata in questa vicenda», sottolinea Antonelli, «che ha comunicato l’intenzione della maggioranza ad andare avanti, riportando il problema in commissione attività produttive, per poi approdare ancora una volta in Consiglio Regionale, per vincere, senza sconti e concessioni, la resistenza delle opposizioni, tra le quali si distingue quella di Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista».
Le ragioni dell’ambiente e della tutela del territorio «devono essere rigorosamente rispettate, ma le sagge decisioni non possono essere fondamentaliste; pertanto, Confartigianato Pescara auspica che le tesi a confronto possano trovare equa conciliazione, nell’interesse di tutti e per non compromettere l’esistenza delle aziende e delle migliaia di lavoratori che seguono, con ansia comprensibile l’evolversi di questa drammatica situazione».