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Scuole d’Abruzzo, dal prossimo 1° settembre tagliati 350 docenti

Milano: «la Regione avrebbe dovuto fare molto di più»

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Scuole d’Abruzzo, dal prossimo 1° settembre tagliati 350 docenti
ABRUZZO. Il consigliere regionale capogruppo di Alleanza per l’Italia, Gino Milano, ha denunciato l’«aggravamento della situazione delle scuole abruzzesi, che risulta deficitaria sotto molto profili».

Con i tagli operati dalle manovre finanziarie succedutesi a partire dalla legge 133/08, che ha inaugurato la stagione dei tagli lineari, in Abruzzo sono stati soppressi oltre 3.5000 posti tra personale docente e Ata, con una drastica ed inarrestabile contrazione dell’organico di diritto.
A partire dal prossimo 1° settembre, altri 350 docenti abruzzesi perderanno il posto, concentrati soprattutto nel settore della scuola secondaria, ed a pagare il prezzo più alto saranno, ancora una volta, i precari.
Dati del Ministero, rielaborati da Istituti di ricerca specializzati, certificano che gli indicatori relativi agli standard qualitativi dell’istruzione collocano l’Abruzzo al 14° posto della classifica nazionale, vale a dire in quart’ultima posizione, ben al di sotto della media registrata nel resto del Paese.
«Proprio il dato dell’elevato numero di precari», commenta Milano, «accompagnato dalle rilevazioni sullo stato degli edifici scolastici - che evidenziano il 58,2% di scuole a rischio sismico e il 94,5% bisognose di interventi urgenti di manutenzione – contribuiscono significativamente alla deludente collocazione dell’Abruzzo nella specifica graduatoria del paese».
A ciò si aggiunga che diminuisce del 14% il numero degli insegnanti impegnati nelle scuole primarie e nelle scuole medie, mentre nelle superiori si segnala un meno 16,7%. «Nel rispetto delle competenze di ciascuno», sottolinea il consigliere regionale, «l’Abruzzo molto di più avrebbe dovuto fare per utilizzare al meglio le risorse assegnatele con il decreto Abruzzo e comunque molto di più dovrebbe impegnarsi oggi per concertare iniziative condivise con le Organizzazioni sindacali, le associazioni dei genitori e degli studenti. Al fine di pianificare interventi organici e sistematici, la Regione deve porsi quale soggetto di programmazione politica in grado di coordinare interventi mirati, per ottenere maggiori risorse da utilizzare a favore dei precari, dell’edilizia scolastica e dell’ampliamento dell’offerta formativa, nonché dell’istruzione professionale, atteso che, con riferimento a quest’ultima, quest’anno sono stati attivati soltanto 7 Corsi triennali professionalizzanti, di cui 2 nella provincia di Chieti, Pescara e Teramo e soltanto uno nella vasta provincia dell’Aquila».